Elena Baraldi, prima italiana vaccinata contro il Covid: “Ho il braccio indolenzito. Nessun effetto collaterale”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2020 14:07 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2020 14:08
elena baraldi, foto Facebook

Elena Baraldi, prima italiana vaccinata contro il Covid: “Ho il braccio indolenzito. Nessun effetto collaterale” (foto Facebook)

Elena Baraldi è un’infermiera modenese di 30 anni che lavora al Croydon University Hospital di Londra. E’ lei la prima italiana vaccinata contro il Covid.

A proposito della vaccinazione, la giovane infermiera ha detto: “Sto benissimo, per ora nessun effetto collaterale a parte il braccio un po’ indolenzito”.

Elena Baraldi, per lei una dose del siero della Pfizer-BioNtech

Elena Baraldi ha ricevuto una dose del siero della Pfizer-BioNtech. Laureata nel 2014,  si è trasferita a Londra sei anni fa.  Mercoledì è stata vaccinata nella capitale britannica proprio per via del suo lavoro in prima linea contro il coronavirus.

Al Resto del Carlino ha rilasciato una intervista in cui ha detto: “Sto benissimo, per ora nessun effetto collaterale a parte il braccio un po’ indolenzito”.

Coronavirus a Londra, nell’ospedale di Elena i casi più gravi

Elena  ha raccontato che nel pronto soccorso in cui lavora a Londra cura i casi covid più gravi: “Mi occupo delle ventilazioni e dei caschi”. Proprio per questa vicinanza con i casi più gravi, l’infermiera ha avuto diritto alla vaccinazione.

“Rientravo nella categoria degli operatori ad alto rischio occupazionale non ho avuto dubbi e sono contenta di essermi vaccinata, sia per proteggere me stessa sia per non diventare un veicolo di contagio verso pazienti, amici e familiari”.

Elena Baraldi ha raccontato che non vede la sua famiglia dall’estate scorsa. A Natale “non credo che riuscirò a tornare a casa” racconta ancora. “La mia città mi manca molto, so che anche lì la situazione è drammatica e i miei colleghi stanno facendo l’impossibile”.

“Non avrei mai pensato di lasciare il mio Paese. Quando parlo con i miei colleghi italiani, di Modena, mi raccontano di come, malgrado stiano rischiando la vita, spesso non venga riconosciuta la loro professionalità e mi dispiace” (fonte: Today, il Resto del Carlino).