In Europa un bambino su 5 è vittima di abusi sessuali: la denuncia della Ue

Pubblicato il 29 Novembre 2010 19:11 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 19:44

Pedopornografia, prostituzione, tratta, incesto e abusi: un bambino su cinque in Europa sarebbe vittima di violenza sessuale. E’ la denuncia del Consiglio di Europa, che lancia dall’Italia la campagna ‘Uno su cinque’, il cui obiettivo è promuovere la ratifica della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei bambini (33 Stati l’hanno tradotta nella propria legislazione su 47 aderenti al Coe) e fornire alle famiglie e agli stessi minori tutte le informazione per prevenire e denunciare.

La difficoltà maggiore, nella battaglia contro la pedofilia, è infatti spingere gli abusati a smascherare i propri carnefici, che – ricorda il Coe – nel 70-85% dei casi sono parenti, amici di famiglia o persone che si occupano di loro. Come è stato per Gael, ventenne francese, che ha raccontato, davanti alla platea europea, gli abusi da parte del padre adottivo: ”si è trattato di una forma di sopraffazione perversa, che mi ha portato a ritenere normale quell’anormale attività sessuale”. Oggi ha fondato una comunità per bambini abusati: ”tutti – ha spiegato – reagiscono diversamente a questo fardello. Ma è comune perdere la fiducia in se stesso e negli altri, sentirsi sporco e afflitto dal senso di colpa. Il primo passo da fare è lasciarsi alle spalle l’ossessione che sia stata colpa tua”.

”Un bambino su 5 è una cifra scioccante – ha commentato il vicepresidente del Coe Maud de Boer-Buquicchio – come lo è la consapevolezza che sappiamo come contrastare la violenza sessuale ma troppo poco viene fatto”. I dati sono ottenuti sulla base di ricerche passate, ”abbiamo il dovere di averne di più precisi”. Anche per questo ”è fondamentale che tutti i paesi ratifichino la Convenzione di Lanzarote”, che oltre a uniformare la normativa sui reati sottolinea l’importanza di statistiche sempre aggiornate. Nel varare la convenzione l’Italia ha avuto un ruolo importante, e il Consiglio d’Europa l’ha ricordato, scegliendola come ospite per il lancio della campagna.

”Il nostro paese – ha detto a questo proposito il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna – può vantare di essere stato in prima linea” nella lotta agli abusi. ”La legislazione italiana – ha aggiunto – è già molto avanzata e il recepimento della convenzione (al momento all’esame della Camera) renderà necessarie solo alcune modifiche ai nostri codici”. Eppure, ha aggiunto il ministro, ”esiste una discrepanza enorme tra la grande mole di leggi e la loro reale applicazione”. ”Non è una sfida che il singolo governo o il soggetto politico può vincere da solo” secondo il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, intervenuta nel pomeriggio all’appuntamento del Consiglio d’ Europa, per spigare cosa si sta facendo in Italia. ”Bisogna credere nella solidarietà e nella compartecipazione” ha spiegato, aggiungendo che è coinvolgendo ”il singolo cittadino, il singolo utente di internet che riusciremo a cancellare lo sfregio della pedofilia”. E’ inoltre necessaria ”una massiccia battaglia culturale” nelle famiglie, nelle quali ”un malinteso concetto di solidarietà produce comportamenti omissivi. Le persone scelgono di nascondere il dramma agli occhi del mondo” ha concluso il ministro della gioventù.