Europei nella jihad: sono 5mila. Europol: “Possono colpire da noi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2015 19:50 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2015 19:50
Ahmedy Coulibaly con la compagna Hayat Boumeddiene

Ahmedy Coulibaly con la compagna Hayat Boumeddiene

LONDRA – Ci sono fra i 3mila e i 5mila “fighters” europei in Medio Oriente che potrebbero compiere attentati terroristici una volta tornati in patria. A dirlo è Rob Wainwright, direttore di Europol, parlando di fronte a una commissione del Parlamento britannico.

”Chiaramente abbiamo a che fare con un largo gruppo di uomini, in prevalenza giovani, che possono tornare in patria e hanno il potenziale o la volontà e la capacità di portare a termine attacchi terroristici come quelli che abbiamo visto a Parigi la scorsa settimana”, ha detto ancora il direttore di Europol. La sua organizzazione ha già raccolto i nominativi di 2.500 sospetti jihadisti forniti dalle agenzie di sicurezza degli Stati membri.

Secondo Rob Wainwright l’Europa ha di fronte ”la più grave minaccia terroristica dall’11 settembre”. Una minaccia imprevedibile, visto quello che ha detto il capo dell’antiterrorisimo europeo Gilles De Kechove: “Non possiamo prevenire nuovi attacchi”, ha detto aggiungendo che le prigioni “sono incubatori di una massiccia radicalizzazione” .

Intanto, però, qualcosa si muove. Con un primo arresto legato agli attentati di Parigi. Fritz-Joly Joachim, 29 anni, francese di origine tahitiana, è stato fermato il primo gennaio scorso in Bulgaria mentre cercava di attraversare il confine con la Turchia insieme al figlio di 3 anni. Joachin sarebbe stato più volte in contatto con Chérif,uno dei due fratelli Kouachi, autori della strage alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi. Secondo la Procura di Sofia, Joachin avrebbe partecipato “ad un gruppo criminale armato il cui obiettivo era l’organizzazione di atti terroristi”.

A Roma 10 persone sono finite nel registro degli indagati: il sospetto che abbiano a che fare con la jihad.