Eutanasia, insegnante morta alla Dignitas di Zurigo: indagato il responsabile di Exit Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 luglio 2019 20:17 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2019 20:17
Eutanasia, insegnante morta alla Dignitas di Zurigo: indagato il responsabile di Exit Italia

Eutanasia, insegnante morta alla Dignitas di Zurigo: indagato il responsabile di Exit Italia (Foto Ansa)

TORINO – Alla fine è scattato l’avviso di garanzia nei confronti di Emilio Coveri, 68 anni, responsabile di Exit Italia, associazione che promuove il diritto all’eutanasia.  Il provvedimento è stato spiccato dalla procura di Catania e riguarda il caso dell’insegnante di Paternò (Catania) morta lo scorso aprile in una clinica svizzera che pratica il suicidio assistito. Il reato ipotizzato è istigazione al suicidio. In caso di condanna si rischiano dai cinque ai dodici anni di carcere. 

La donna aveva 46 anni e soffriva di una depressione e una nevralgia cronica, la sindrome di Eagle. E’ deceduta il 27 marzo in una struttura nei pressi di Zurigo riconducibile alla clinica Dignitas, la stessa in cui era andato a morire dj Fabo, e che risulta in contatto con l’associazione Exit Italia.

“Me lo aspettavo – ha commentato Coveri – e ora mi onoro di essere indagato come Cappato. Anche se io, a differenza sua, non ho fatto nulla di eroico”. Il riferimento è a Marco Cappato, l’attivista radicale che nel 2017 portò dj Fabo in Svizzera, alla Dignitas, per l’ottenimento dell’eutanasia: “Un eroe che ha compiuto un gesto d’amore e compassione. E poi si è autodenunciato”.

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L’insegnante da un paio d’anni non esercitava più. I familiari le erano sempre stati vicino. Ma quando partì per la Svizzera, il 25 marzo, furono colti di sorpresa: lo seppero per caso, da un comune conoscente che aveva incontrato la donna in aeroporto.

Dalle indagini di carabinieri e polizia postale risulta che Coveri e la donna si tenessero in contatto fin dal 2017. Telefonate, e-mail, sms dove gli inquirenti rilevano, tra l’altro, “sollecitazioni e argomentazioni in ordine alla legittimità, anche etica, della scelta suicidiaria”, riferisce l’agenzia Ansa.

Il 5 febbraio 2018 l’insegnante prese la tessera di Exit. Tredici mesi dopo morì. I parenti, sconcertati, hanno presentato una denuncia. Oggi l’avviso di garanzia per Coveri. (Fonte: Ansa)