Eutanasia, svolta in Gran Bretagna: basta ok di medici e famiglia per staccare la spina

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 agosto 2018 5:19 | Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2018 19:43
Eutanasia, svolta in Gran Bretagna: basta ok di medici e famiglia per staccare la spina

Eutanasia, svolta in Gran Bretagna: basta ok di medici e famiglia per staccare la spina

LONDRA – Svolta storica nel Regno Unito: la Corte Suprema ha stabilito che ai pazienti in stato vegetativo permanente potrà essere sospesa la somministrazione delle sostanze nutritive di base, purché ci sia un’assonanza di vedute tra i medici e i familiari del malato, senza dover chiedere l’autorizzazione legale. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]

Da anni nel Regno Unito i medici sono in grado di sospendere le cure ma la sentenza attuale attira l’attenzione sul fatto che una salvaguardia essenziale mirata a proteggere la vita delle persone più vulnerabili, è stata spazzata via, scrive il Daily Mail.

Gli attivisti anti-eutanasia sostengono che decisioni future sulla vita e la morte “saranno maggiormente influenzate da chi ha interessi legittimi o finanziari”. Cinque giudici della Corte Suprema hanno preso l’unanime decisione nel caso di un uomo di 50 anni, conosciuto solo come Y, che nel giugno dello scorso anno ha subito un arresto cardiaco che lo ha lasciato  con gravi danni cerebrali e in coma permanente.

Il paziente Y è stato tenuto in vita con “nutrizione e idratazione assistite clinicamente” attraverso dei tubi. Il personale medico e la famiglia hanno convenuto insieme che i tubi dovevano essere tolti. Un giudice dell’Alta Corte ha approvato e trasmesso la decisione per un’ulteriore approvazione da parte dei giudici della Corte Suprema. Il paziente Y è morto nel dicembre scorso a causa di sepsi respiratoria acuta prima che il caso fosse deciso.

La sentenza, che si applica ai pazienti in uno stato vegetativo permanente e a coloro che sono descritti come “coscienti minimamente”, sembra chiarire argomenti che sono stati trattati nei tribunali e in Parlamento dall’inizio degli anni ’90. Si ritiene che la sentenza potrebbe riguardare circa 24.000 pazienti. Il tribunale per la Tutela dei diritti si è pronunciato su casi analoghi, ma il processo è lungo e costoso.

Il procuratore legale, il cui ufficio è incaricato di difendere gli interessi di coloro che non possono farlo personalmente, ha riferito ai giudici che le udienze in tribunale sono necessarie per garantire che una voce indipendente possa parlare in vece di un paziente in pericolo di morte. Ma il giudice Black, ha affermato che sospendere la nutrizione non viola la Convenzione sui diritti umani.

Secondo Peter Saunders, del gruppo Care Not Killing, gli scandali per le morti non necessarie, come l’ormai dimenticato Way Care di Liverpool, rappresentano il segnale i medici dovrebbero essere controllati legalmente. Tuttavia la decisione è stata accolta favorevolmente dal gruppo Compassion in Dying, che l’ha definita “un’iniziativa importante verso una maggiore assistenza centrata sulla persona”, si può agire rapidamente senza dover aspettare la sentenza del tribunale.