Fabrizia Di Lorenzo: i regali di Natale “maledetti” da portare a Sulmona

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2016 9:38 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2016 9:38
Fabrizia Di Lorenzo: i regali di Natale "maledetti" da portare a Sulmona

Fabrizia Di Lorenzo: i regali di Natale “maledetti” da portare a Sulmona (foto Ansa)

BERLINO – Al momento dell’attentato con il tir a Berlino, Fabrizia Di Lorenzo stava acquistando i regali per le amiche e i parenti ai mercatini di Natale. La giovane era infatti attesa in Abruzzo, a Sulmona, per il 22 dicembre; avrebbe trascorso le festività natalizie in famiglia. Lo rivelano le sue amiche con le quali Fabrizia (morta nella strage del mercatino di Natale) era costantemente in contatto, anche attraverso i social. “Siamo disperate, nello sconforto, e non vogliamo credere che Fabrizia non ci sia più. Fino alla fino vogliamo pensare che dopodomani sarà qui con noi, a Sulmona, a ridere e scherzare”. E proprio su Twitter aveva parlato dell’Italia come “un Paese di dinosauri, dove niente si muove”, citando il film La Meglio Gioventù.

Ai colleghi della 4Flow, scrive Francesco Battistini sul Corriere della Sera, lunedì pomeriggio aveva detto che sarebbe andata al mercatino di Charlottenburg, proprio dietro l’angolo, per comprare qualche regalo.

“Al Weinachtmarkt qui dietro, ho letto che è uno dei mercatini di Natale più belli”.

E sempre Battistini riporta le parole delle persone care:

La cugina Emiliana: «Doveva tornare in Abruzzo giovedì, poi voleva che facessimo Capodanno insieme a Berlino. Ma in casa avevamo un po’ paura, i miei fratelli dicevano che con questi attentati in giro non era il caso…». L’amico Giovanni: «Ragazza straordinaria». Il collega Andreas: «Una gioia lavorare insieme». Il capo Stefan: «Assunta dopo una rigorosa selezione».

E Agnese Ananasso su Repubblica dà ulteriori dettagli:

Cittadina del mondo, Fabrizia appartiene alla cosiddetta generazione Erasmus, ha scelto un percorso formativo orientato all’integrazione tra i popoli e alla lotta alla discriminazione. Dopo la laurea triennale alla Sapienza di Roma in Mediazione linguistico-culturale, ha conseguito la magistrale all’Alma Mater di Bologna in Relazioni internazionali e diplomatiche e un master alla Cattolica di Milano in tedesco per la comunicazione economica. Da qualche anno vive a Berlino, dove lavora in un’azienda di trasporti.

Una vocazione, quella di Fabrizia, che emerge anche da frasi, citazioni, immagini postate su Twitter, un susseguirsi di messaggi contro la discriminazione razziale e appelli a non confondere il terrorismo con l’immigrazione. L’ultimo cinguettio risale al 5 dicembre, con il video della scena del film “La meglio gioventù” in cui il professore universitario, durante un esame di medicina, invita Nicola (Luigi Lo Cascio) a lasciare l’Italia, un Paese di dinosauri, in cui non cambia mai nulla.

Anche senza la conferma ufficiale, sono ridotte a zero le speranze che Fabrizia sia ancora viva. A dire come stanno le cose, distrutto come solo un padre che sa di aver perso una figlia può essere è Gaetano Di Lorenzo, il papà della giovane. Le sue poche parole affidate all’Agenzia Ansa chiudono ogni speranza: “Abbiamo capito che era finita stanotte all’una e mezza: siamo stati noi a chiamare la Farnesina, ma l’aiuto più grande ce lo hanno dato i carabinieri di Sulmona”. “Ci siamo mossi coi nostri canali, ma da quanto mi dice mio figlio da Berlino, non dovrebbero esserci più dubbi – afferma trattenendo a stento i singhiozzi Gaetano – E’ lì con mia moglie in attesa del dna, aspettiamo conferme, ma non mi illudo”.