Francia, bimbi nati senza braccia e senza mani: lo strano caso in 2 regioni

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 ottobre 2018 9:17 | Ultimo aggiornamento: 9 ottobre 2018 9:17
Francia, bimbi nati senza braccia e senza mani: lo strano caso in 2 regioni

Francia, bimbi nati senza braccia e senza mani: lo strano caso in 2 regioni

PARIGI – Bimbi nati senza braccia e senza mani: è allarme in Francia per lo strano fenomeno che pare essersi concentrato in due distinti focolai, uno in Bretagna, nel Nord Ovest del Paese e l’altro nella Loira Atlantica, a Ovest. Lì, stando ai risultati di tre rapporti diffusi dall’agenzia per la Sanità pubblica, è stato riconosciuto un numero anormalmente alto di casi. 

L’agenesia trasversa degli arti superiori, questo il nome della malformazione, comporta la mancanza di uno più segmenti ossei degli arti. Si manifesta in 150 nascite l’anno in Francia ed è una una malformazione molto specifica che si verifica durante lo sviluppo dell’embrione, tra il 24° e il 56° giorno dopo il concepimento.

Le origini possono essere genetiche, farmacologiche (se la madre assume talidomide, che è un sedativo antinausea) o meccaniche. Lo strano caso delle due regioni era stato portato alla luce da un reportage della tv pubblica France Televisions, che la scorsa settimana ha parlato della nascita di sette bambini malformati nell’Ain, una zona rurale. Le autorità francesi hanno riconosciuto l’esistenza di due focolai, che “non sono probabilmente dovuti al caso”. Ma non è stata ancora appurata una causa.

Nelle campagne dell’Ain, i bimbi con deformità sono nati tra il 2009 e il 2014 e hanno vissuto in un raggio di 17 km. Il registro locale di sorveglianza Remera, che raccoglie, analizza e acquisisce dati sulla nascita nella regione Rodano-Alpi, al confine con Svizzera e Italia, non ha riconosciuto in questa regione un eccesso di casi. Come invece in Bretagna (4 casi tra il 2001 e il 2013) e nella Loira Atlantica (3 casi nel 2007 e nel 2008).

Emmanuelle Amar, direttrice del Remera, ha spiegato: “Abbiamo chiesto alle madri la loro storia, il loro stile di vita, il loro lavoro, i loro consumi nel corso della gravidanza. Il fatto che le famiglie vivano in zone rurali è l’unico punto comune che è emerso”.

Pure le autorità veterinarie sono state allertate per verificare l’esistenza di malformazioni negli animali, ma non si è ancora giunti ad una conclusione.

“Una volta eliminate le cause note – ha spiegato ancora Emmanuelle Amar – sarebbe stato necessario continuare a scavare, mettere le madri attorno a un tavolo e lanciare uno studio bibliografico su tutti i prodotti che potrebbero essere ritenuti responsabili”. Ma l’indagine si è fermata.