Nucleare. Francia, cattivo stoccaggio delle scorie: è polemica

Pubblicato il 2 Luglio 2010 16:53 | Ultimo aggiornamento: 2 Luglio 2010 17:07

Lo stoccaggio delle scorie radioattive la Hague crea malumore in Francia. L’Autorità per la sicurezza nucleare (Asn) ha lanciato un ultimo avvertimento ad Areva, leader francese nel settore del nucleare, affinché metta a norma uno stock de 25.000 metri cubi di scorie radioattive, conservate in depositi vetusti.

Secondo quanto scrive Le Monde, questa situazione ”causa la rabbia dell’Asn che si ”preoccupa dei ritardi” nel trattamento di queste scorie ed imporra’ dunque un calendario vincolante”.

I rifiuti tossici provenienti dall’impianto UP2-400 (in funzione dal 1966 al 2003, quando due unita’ piu’ moderne lo hanno sostituito), sono mediamente radioattive, ma hanno la vita lunghissima (migliaia o addirittura milioni di anni per alcuni). Oggi, questo materiale viene normalmente conservato in fusti di acciaio inossidabile, a loro volta sistemati in magazzini ultrasicuri. Ma in passato, non c’erano le stesse precauzioni. E le scorie di la Hague sono ancora conservate in semplici silos di cemento.

”All’epoca – osserva Jean-Luc Lachaume, vicedirettore dell’Asn – l’industria nucleare non aveva lo stesso rigore né le stesse esigenze di sicurezza di oggi. Questi stock vengono controllati e siamo sicuri che non ci sono state fughe radioattive. Ma nel corso del tempo il loro stato peggiorera’. Non e’ possibile che questa situazione perduri per altri venti o trent’anni”.

”Areva – avverte – deve riprendere rapidamente queste scorie e trattarle secondo le norme attuali”. Da parte sua, la numero uno del gruppo, Anne Lauvergeon, ha assicurato che Areva ”sta risolvendo questa situazione. Tutto e’ perfettamente in linea con le richieste dell’Asn”. In Francia, la scorie nucleari di lunga durata sono ancora in attesa di un sito di stoccaggio definitivo, che dovrebbe essere nella regione della Meuse, in un terreno argilloso, a una profondità di 500 metri per il 2015.