Francia, Fiona fu uccisa dal patrigno. La mamma denunciò scomparsa per coprirlo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2013 20:36 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2013 20:36
Francia la piccola Fiona fu uccisa dal patrigno

Francia, la piccola Fiona non era scomparsa fu uccisa dal patrigno

PARIGI – Aveva denunciato la scomparsa della sua bambina per coprire il compagno. Ora ha confessato: Fiona, la bimba di 5 anni di Clermont-Ferrant, nel centro della Francia, non è scomparsa ma è stata uccisa dal patrigno. L’uomo ubriaco l’ha picchiata a morte e ha seppellito il corpicino in un bosco vicino.

La madre, Cecile Bourgeon, 25 anni, ha raccontato bugie per mesi, pur di coprire il carnefice della sua stessa figlia. Sono stati quattro mesi di angoscia e di menzogne, durante i quali la Francia si è stretta attorno a lei. Con le lacrime agli occhi la donna, incinta di sei mesi, aveva raccontato di essersi appisolata su una panchina, perché era stanca, e che quando si era svegliata la bimba non c’era più. Ma niente di tutto questo era vero: Fiona in realtà era morta, uccisa dalle botte del patrigno.

Il suo corpicino, nudo, fu sepolto la mattina del 12 maggio, una domenica, in un bosco poco lontano, dalla madre stessa e dal suo compagno. Con loro c’era anche Eva, la sorellina di Fiona, di due anni e mezzo. Dopo mesi di tensione, con il peso della terribile bugia, la donna ha ceduto e ha confessato: la bimba è morta ed è stato il compagno, Berkane Makhlouf, a ucciderla.

Quel giorno di maggio, l’uomo si è ubriacato in una serata tra amici e ha picchiato la bimba, così forte da ucciderla. La mattina del 12, i due hanno svestito il corpicino senza vita, lo hanno messo in una borsa e caricato in auto per andare a seppellirlo nel bosco, in riva al lago, una trentina di chilometri fuori città. Con loro hanno portato Eva, la sorellina di Fiona, di appena due anni e mezzo. Mentre l’uomo scavava, Eva aspettava in auto con la mamma. La donna e il compagno si trovano ora in stato di fermo.

La versione di Berkane Maklouf è diversa. L’uomo sostiene di aver appena sculacciato la bimba e che la tragedia si deve ad un ”incidente domestico”. Starà alle indagini stabilire la verità. Alla stampa transalpina il papà di Fiona, Nicolas Chafoulais, ha detto che da mesi l’ex moglie gli impediva di vedere le figlie. Che ”sono nati i problemi quando lei è andata a vivere con Maklouf’‘. Un giorno la piccola gli ha detto che il patrigno le aveva ”fatto male”.

All’epoca della scomparsa di Fiona la Francia voleva credere a questa madre che diceva di vergognarsi per essersi addormentata, invece di tenere d’occhio la figlia. Si erano creati diversi collettivi di donne solidali. Ora queste donne si dicono ‘‘nauseate” da mesi di bugie. Ma già da qualche tempo gli inquirenti non credevano più a Cecile Bourgeon.

Ad allarmarli erano state alcune contraddizioni nel racconto della donna, alcuni particolari che non coincidevano con la versione dei fatti fornita dal compagno. Non una sola immagine di Fiona è stata registrata dalle telecamere di sorveglianza del giardino. Non un solo testimone ha portato un po’ di credibilità alla storia. Ora gli inquirenti stanno cercando il corpicino in riva al lago, ma le prime ricerche non hanno dato risultati. La madre non ritrova più il luogo esatto in cui ha sepolto la figlia