Cronaca Europa

Francia. In affitto il palazzo dove fu decapitata Maria Antonietta

Place de la Concorde

In tempi di crisi anche i palazzi che custodiscono la storia di una nazione vengono venduti o, inquesto caso, addirittura affittati. E’ il caso splendido edificio parigino con affaccio su Place de la Concorde, dove il 16 ottobre del 1793 venne firmata la condanna a morte della regina Maria Antonietta e dove si consumò anche la sua decapitazione, sarà  presto ceduto.

Da anni, l’Hotel de la Marine, questo il nome dell’edificio, gemello dell’Hotel Crillon, uno dei più celebri alberghi di Parigi, che sorge proprio al suo fianco, ospita lo Stato maggiore della Marina militare. Ma il ministero della Difesa, che in tempi di crisi ha bisogno di fare cassa, ha recentemente annunciato l’intenzione di volerlo affittare entro la fine dell’anno.

Costruito dall’architetto Gabriel, su richiesta di Luigi XV, il Palazzo conserva ancora oggi una buona parte del suo mobilio originale. La Marina, che lo occupa da oltre due secoli, dovrebbe comunque lasciarlo a partire dal 2015, per trasferirsi nel cosiddetto ‘Pentagono alla francese’, un nuovo sito costruito alla periferia di Parigi.

Il governo, che esclude di voler vendere un tale gioiello, pensa a un contratto d’affitto di una durata massima di 99 anni. Mentre il nuovo occupante si dovrà impegnare al restauro al rinnovamento del luogo, uno sforzo economico non da poco, visto che si parla di 250 milioni di euro. Ma a Parigi ci si interroga anche sulla futura funzione. C’e’ chi sogna di trasformarlo in albergo di superlusso. Un’idea che ha subito scatenato dure critiche.

E ambigua è anche la proposta del’ex ministro della Cultura Renaud Donnedieu de Vabres, che vuole farne ”una piattaforma culturale, vetrina eccezionale per i mestieri dell’arte, ma anche per gli artisti e per il mercato”. Nemmeno questa opzione sembra conquistare i parigini. Tanto che alcuni hanno addirittura creato un’associazione per impedire una ‘privatizzazione mascherata’ di un luogo tanto emblematico. Ma le proposte fioccano.

 C’é chi pensa a una sala ricevimenti per il primo ministro, o a un non meglio definito Palazzo delle Libertà, o al nuovo museo della storia di Francia. Intanto, tutti gli occhi sono puntati su Frederic Mitterrand, l’attuale ministro della Cultura, che per ora non si esprime, mentre la sovraintendenza ha lanciato un duro avvertimento: ”La nostra eredità culturale non va snaturata”.

To Top