Francia, muore d’infarto dopo un rapporto in viaggio d’affari. Azienda deve risarcire famiglia

di Caterina Galloni
Pubblicato il 12 Settembre 2019 6:07 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2019 1:23
Francia, muore d'infarto dopo un rapporto in viaggio d'affari. Azienda deve risarcire famiglia

Un uomo in partenza per un viaggio di lavoro (Foto archivio Ansa)

PARIGI – Muore d’infarto dopo aver fatto se*so con una donna incontrata in un viaggio d’affari e secondo un tribunale francese è “vittima di un incidente professionale”: il che significa che il datore di lavoro di Xavier X dovrà pagare un considerevole risarcimento ai familiari del dipendente.

Xavier X, il cui cognome non è noto, era un ingegnere che lavorava nel dipartimento del Loiret, nella Francia centrale, per conto della TSO, una società di costruzioni ferroviarie francese. Una notte di febbraio 2013, aveva incontrato una donna, erano andati in una camera d’albergo a Meung-sur-Loire e Xavier X è morto poco dopo aver fatto se*so.

La sentenza del tribunale ha sostenuto che la morte di Xavier doveva essere classificata come un “incidente di lavoro” il che autorizza la famiglia della vittima a beneficiare sia del risarcimento dello Stato che del datore di lavoro. Partner e figli di Xavier riceveranno un sussidio mensile che potrebbe raggiungere l’80% dello stipendio fino a quella che sarebbe stata l’età del suo pensionamento e successivamente, TSO dovrà contribuire alla pensione di Xavier.

Nel 2016, un tribunale di primo grado aveva stabilito che “un incontro ses*uale è un atto di vita normale come fare la doccia o mangiare”, il che è stato confermato in seguito dalla corte d’appello. Il datore di lavoro di Xavier ha fatto ricorso ma senza esito positivo. La società sosteneva che non poteva essere ritenuta responsabile della morte del lavoratore, anche se avvenuta  mentre era in missione, poiché l’infarto non era collegato al lavoro. Il dipendente non era nella stanza d’albergo prenotata dalla compagnia e l’incontro era adultero.

I giudici francesi hanno ignorato queste argomentazioni e affermato che un dipendente che viaggia per lavoro rimane responsabilità del datore, indipendentemente da ciò che fa dentro e fuori l’orario di lavoro. La sentenza risale a dieci anni fa quando i tribunali dichiararono che qualsiasi incidente subito dai dipendenti durante i viaggi di lavoro, lontano dalla sede principale, equivale a un “incidente professionale”.

Fonte: Daily Mail