Francia: muore di parto a 28 anni. L’anestesista era ubriaca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2014 7:24 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2014 0:34
Francia: muore di parto a 28 anni. L'anestesista era ubriaca

Francia: muore di parto a 28 anni. L’anestesista era ubriaca

PARIGI –  L’anestesista ubriaca e una donna di 28 anni che muore di parto. Succede in Francia dove l’anestesista, 45 anni, nata in Belgio, con patologici problemi di alcolismo, rischia 5 anni di carcere per omicidio colposo.

La dottoressa era infatti ubriaca quando una giovane donna che stava per diventare mamma ha avuto un arresto cardiaco fra le sue mani, in sala operatoria, ed è morta pochi minuti dopo. Il bambino è sano e salvo.

La donna, che è in stato di fermo, era anestesista nella piccola e malmessa maternità del’ospedale di Orthez, nei Pirenei francesi. La notte fra venerdì e sabato scorsi, una paziente è stata portata in condizioni di urgenza in sala operatoria per un parto cesareo.

Dopo l’anestesia, ha avuto un arresto cardiaco ed è stata trasferita d’urgenza nell’ospedale più attrezzato di Pau, il capoluogo, dove è morta. L’inchiesta, subito avviata, ha fatto emergere gravi anomalie, tanto che il reparto maternità è stato chiuso.

L’anestesista, sulla quale gravavano sospetti, è stata convocata in commissariato e si è presentata davanti agli agenti con un tasso alcolico di oltre 2 grammi per litro di sangue, ammettendo i suoi gravi problemi di alcool. E’ scattato il fermo e la formalizzazione dell’accusa da parte del procuratore di Pau, Jean-Christophe Muller.

Il magistrato ha ravvisato due diversi tipi di anomalie: una prima riguardanti le condizioni in cui si è svolta l’anestesia, con “l’uso di prodotti anestetici e di respirazione artificiale non conformi a quelli abituali”, la seconda dovuta al comportamento dell’anestesista, “che non era in condizioni normali durante l’intervento”.

L’equipe medica presente in sala operatoria ha testimoniato di aver ravvisato nella collega – chiamata d’urgenza ad intervenire – “difficoltà nell’esprimersi, nel comprendere e nel reagire”.

L’anestesista esercitava la professione per conto di una clinica privata di Orthez che mette a disposizione la sala operatoria per la struttura pubblica che ne è priva. Era stata assunta in via definitiva da un paio di settimane, ma esercitava dal 1999 sia in Francia, sia in Belgio. Adesso rischia una lunga pena e la radiazione dall’albo, mentre difficilmente – visti anche i tagli alla Sanità imposti dalle esigenze di bilancio – la maternità di Orthez potrà riaprire in tempi brevi.