Francia: operai rinunciano alle ferie per aiutare collega con figlio malato

Pubblicato il 31 Marzo 2010 18:40 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2010 18:41

Christophe e Lydie Germain

Operai di una fabbrica francese rinunciano a mesi di ferie per sostiuire il collega e consentirgli di stare vicino al figlio malato terminale di cancro. La storia avviene nell’azienda Badoit di St-Galmier, piccola borgo francese nel dipartimento della Loira.

E’ il 2008 e un operaio, Christophe Germain, scopre che il figlio di appena 11 anni, Mathys, è affetto da una forma terminale di tumore al fegato. Unica possibilità di vita, il trapianto. Tre mesi dopo arriva la notizia: il trapianto può farsi a Parigi. Christophe e la moglie Lydie, dopo aver ottenuto un congedo a lavoro, partono per la capitale e restano lì per un mese durante il quale Mathys subisce una dura chemioterapia e continue trasfusioni di sangue. Al ritorno a casa, però, per Christophe arriva la doccia fredda: la Cassa nazionale di assistenza sanitaria dei lavoratori dipendenti rifiuta di concedergli una proroga del congedo.

A questo punto, ed è giugno del 2009, entrano in gioco i colleghi. In uno slancio di generosità si riuniscono e decidono di aiutare il compagno di lavoro. Convocano il direttore della fabbrica e presentano la proposta: ognuno di loro rinuncerà a diversi giorni di ferie. In cambio Christophe potrà assentarsi dalla fabbrica senza perdere un solo centesimo.

Christophe può così seguire gli ultimi mesi di vita del piccolo Mathys, che morirà in dicembre. Ma al di là dell’infausta fine della storia, Christophe e Lydie decidono di raccontare la loro storia ad un quotidiano locale. “Ci siamo sentiti più forti in questo periodo difficile – racconta l’operaio – Abbiamo sentito la solidarietà attorno a noi e abbiamo sollevato le montagne. Il mio capo mi chiamava per avere notizie. Ancora oggi, quando il telefono squilla, è un compagno di lavoro che mi cerca».

Christophe e Lydie sperano che la loro storia scuota i politici e li invogli a scrivere una legge che permetta a chi ne ha davvero bisogno di ottenere «un concedo per malattia molto lungo».

«Tutti i giorni – racconta Lydie Germain, nuovi bambini arrivano all’Istituto di cancerologia della Loira per essere curati. Qui s’incontrano genitori disperati che combattono con i loro datori di lavori per avere più giorni di ferie oppure perdono il lavoro perché hanno bisogno di tempo per restare con i propri bambini. Certo non possiamo alleviare il loro dolore, ma sicuramente si può fare qualcosa per aiutarli».