Francia, nuove proteste per la legge che vieta di filmare i poliziotti. A Parigi scontri e arresti

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2020 18:25 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2020 18:25
Francia, nuove proteste per la legge che vieta di filmare i poliziotti. A Parigi scontri e arresti

Francia, nuove proteste per la legge che vieta di filmare i poliziotti. A Parigi scontri e arresti (Foto Ansa)

Tornano in diverse città della Francia i manifestanti contro l’articolo 24 della legge sulla “sicurezza globale”, quello che vieta di filmare i poliziotti in azione. A Parigi la tensione sale e si consumano scontri tra polizia e manifestanti.

Alcuni dimostranti hanno dato alle fiamme diverse auto e hanno lanciato petardi contro gli agenti, che hanno risposto con gas lacrimogeni. Diverse vetrine, sono state danneggiate, tra cui quelle di un supermercato, di un’agenzia immobiliare e di una banca, dopo che il corteo ha lasciato Porte des Lilas per dirigersi verso Place de la Republique.

La protesta è stata esacerbata da nuovi casi di violenza della polizia. L’ultimo dei quali, una decina di giorni fa, il pestaggio da parte di 3 poliziotti di un produttore musicale di colore. I responsabili sono sotto inchiesta, in stato di custodia cautelare. Il presidente Emmanuel Macron ha definito l’episodio, finito su tutti i social network, “una vergogna per la Francia”.

Francia, proteste in 90 città

La protesta contro la legge sulla sicurezza  prosegue in quasi 90 città della Francia, tra cui Nantes, Orleans, Rennes, Rouen e Lille, nonostante il governo abbia annunciato di voler rivedere gli aspetti più controversi della legge.

Oggi erano in programma anche altre proteste dei sindacati contro la precarietà del lavoro. Ai manifestanti non è bastato l’annuncio del governo di voler riscrivere il contestatissimo articolo 24, che avrebbe limitato drasticamente la possibilità degli organi di stampa di diffondere immagini delle forze dell’ordine in servizio. La piazza chiede il ritiro totale della legge. 

Ventidue persone sono state fermate a Parigi. Lo ha riferito il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin. (Fonti: Ansa, Agi).