Cronaca Europa

Estate, in Francia nasce lo spalmatore di crema solare: 3500 euro al mese

Lavorare d’estate non sempre è una scocciatura. In Francia cresce il numero dei lavoretti stagionali sfiziosi quanto remunerativi, che non fanno troppo rimpiangere una bella e rilassante vacanza. La palma del migliore va probabilmente allo ‘spalmatore di crema solare’, nuova professione da spiaggia inventata dall’ufficio del turismo di Sables d’Olonne, nota località marittima del nordest del Paese.

Un salario da 5.000 euro per sei settimane, con tanto di alloggio offerto dagli enti locali, per occuparsi della protezione dei turisti dai raggi del sole: consigliare loro la crema adatta, ungerli nel modo più corretto e dispensare informazioni e suggerimenti su come difendere al meglio la pelle.

”Facciamo opera di sensibilizzazione presso i genitori, ma abbiamo anche degli habitues che passano regolarmente – racconta al quotidiano Le Parisien Maksim, 19 anni, ‘spalmatore’ in carica per questa stagione – amano farsi massaggiare, e anche a noi piace”.

Per chi alla sabbia preferisce i prati, il posto ideale è invece quello di guardiano delle chiuse, in uno delle decine di posti di controllo disseminati lungo la rete di canali di acqua dolce che attraversa tutta la Francia. Il lavoro è delicato, perché bisogna spostare grosse quantità d’acqua e far transitare barche e chiatte senza danneggiarle, ma estremamente rilassante. ”Mi è capitato – racconta sempre a Le Parisien Timothee, 19 anni, sorvegliante della chiusa di Vertou, su un canale della Loira – di passare fino a tre giorni senza che si presentasse un’imbarcazione”.

La lista è ancora lunga: dallo scultore nella sabbia, che insegna ai bambini a realizzare castelli e sculture solidi e creativi, al guardiano di uno dei tanti piccoli musei privati d’Oltralpe, in cui il fascino della scoperta di un luogo insolito si associa a una buona remunerazione, fino al proiezionista nei cinema all’aperto. Ma non tutti, purtroppo, sono così fortunati: ”Le buone occasioni restano rare, sono le eccezioni – spiega il segretario nazionale dell’associazione Gioventù operaia cristiana, Florian Meyer – certi giovani sono addirittura costretti a lavorare di più guadagnando di meno, con un sacco di straordinari ovviamente non retribuiti”.

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