Francia. Terroristi volevano decapitare militare in base militare a Perpignan

Pubblicato il 16 luglio 2015 14:19 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2015 14:19
Terroristi della Jihad

Terroristi della Jihad

FRANCIA, PARIGI – I presunti terroristi fermati mercoledi in Francia volevano colpire una base militare vicino Perpignan, nel sud del Paese, non lontano dalla Spagna. Il loro agghiacciante progetto era di rapire e decapitare un alto dirigente dell’esercito francese nella base militare di Port-Vendres, vicino Perpignan.

I tre potenziali jihadisti, di 17, 19 e 23 anni, di cui un ex-militare della Marine Nationale, sono stati fermati in tre diversi luoghi della Francia: a Marsiglia, nel Rodano e nelle Yvelines.

Attualmente i tre sono in stato di fermo nel dipartimento nazionale antiterrorismo a Levallois-Perret, nella banlieue di Parigi. Un quarto ragazzo di 16 anni fermato mercoledi è stato rilasciato giovedi.

Per loro stessa ammissione, i tre sospetti volevano filmare la decapitazione con una piccola telecamera GoPro e poi postare il filmato su internet. L’attentato terroristico era simbolicamente programmato per il 7 gennaio 2016, esattamente un anno dopo gli attentati a Charlie Hebdo.

Sono stati individuati grazie alle intercettazioni telefoniche. “La mente del gruppo era stata individuata sui social network e segnalata alle autorità per le sue velleità di partire in Siria”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve. In un articolo pubblicato giovedi, Le Monde.fr si dice “sorpreso” per il modo un po’ precipitoso in cui sono stati annunciati questi ultimi arresti. “Il governo vuole mostrare la sua efficacia, in un momento in cui la controversa legge sull’intelligence (il cosiddetto ‘Patriot Act’ alla francese,ndr.) è all’esame del Consiglio costituzionale”.

Intanto, in Francia, aumenta l’allerta anche intorno ai siti industriali a rischio, dopo la doppia esplosione di martedì scorso nello stabilimento petrolchimico dell’Etang de Berre. “Un atto criminale”, affermano le autorità transalpine, che mercoledi hanno ritrovato nello stabilimento un terzo ordigno inesploso.