Gb. La verità sul dirompente ”affare Profumo” si saprà solo tra 50 o 100 anni

Pubblicato il 6 gennaio 2014 12:08 | Ultimo aggiornamento: 6 gennaio 2014 12:08
John Profumo

John Profumo

GB, LONDRA -Rimane uno degli scandali piu’ dirompenti del secolo scorso, dalle sue clamorose conseguenze – le dimissioni di un ministro – al grande impatto sui costumi dell’epoca in piena ‘swinging London’. E’ l”affare Profumo’, intrigante vicenda storica degna delle migliori spy-story, tra segreti di Stato, sesso e lotta di classe, che ad oggi, a mezzo secolo di distanza, presenta ancora alcune zone d’ombra.

Sembra pero’ che tutta la verita’ sullo scandalo Profumo possa alla fine essere rivelata, ma non prima di altri 50 o 100 anni. Lo si evince dalla decisione di ”preservare in maniera permanente”, e non distruggere quindi, una serie di testimonianze che furono raccolte all’epoca da Lord Denning, il giudice incaricato dall’allora governo britannico di condurre l’inchiesta per stabilire se la relazione tra il ministro della Guerra John Profumo e la 19enne Christine Keeler che si intratteneva contemporaneamente con un addetto militare presso l’ambasciata sovietica a Londra, Ievghieni Ivanov, avesse compromesso la sicurezza nazionale in quei ‘sorvegliatissimi’ tempi di Guerra Fredda.

Il rapporto Denning fu pubblicato nel 1963 ma, pur immediato bestseller, fu criticato da molti con l’accusa di essere stato pesantemente ritoccato, escludendo le informazioni di maggiore interesse allo scopo di proteggere l’establishment. Resta infatti poco chiaro se oltre a John Profumo nella vicenda fossero coinvolti altri ministri del governo guidato dal conservatore Harold Macmillan, e alcuni dei documenti raccolti, tra cui 160 testimonianze, furono considerati talmente sensibili da non essere resi accessibili nemmeno ai servizi segreti. ”Il fatto che siano stati selezionati per essere preservati in maniera permanente puo’ solo poter dire che un giorno verranno resi pubblici”, ha spiegato lo storico Peter Hannessey, riferisce il Daily Telegraph.

”La mia ipotesi tuttavia e’ che resteranno classificati con un vincolo di 75 anni almeno dalla data di raccolta, rimanendo quindi inaccessibili fino al 2039. Ma e’ ancora piu’ probabile che si applichi la regola dei 100 anni fissando cosi’ al primo gennaio 2064 la data della pubblicazione”.