La Gran Bretagna, non nota per la qualità della sua alimentazione, bacchetta l’Italia

Pubblicato il 4 Settembre 2011 19:03 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2011 19:03

Un gigantesco cheeseburger

LONDRA, GRAN BRETAGNA –  Che la Gran Bretagna, dove notoriamente si mangia malissimo tra l’altro con massiccio uso di burro (anche perchè alla gente interessa più l’alcol che il cibo), si metta a distribuire ”pagelle” dietetiche sembrerebbe un paradosso, specialmente se riferite all’Italia e alla sua acclamata dieta mediterranea.

Eppure è esattamene quello che ha fatto il quotidiano The Independent, che, dati alla mano, ci bacchetta, e non a torto. per la perdita di antiche abitudini.

E occorre dire giustamente, perche’ mentre tutto il mondo cerca di adottare proprio la nostra dieta mediterranea, l’Italia l’ha dimenticata e di conseguenza detiene il primato europeo per il maggior numero di bambini obesi, cioè a dire un preoccupante 36%.

The Independent, probabilmente a ragione, scrive che i tradizionali pasti e merende fatti a mano con alimenti genuini e senza grassi, stanno infatti scomparendo a vantaggio delle porcherie junk dei fast food alla McDonald’s o Burger King, economici, gia’ impacchettati, ma stracolmi di calorie. Un cheeseburger con patatine, per quanto possa essere buono, ingrassa più di un piatto di spaghetti al pomodoro.

Uniti alla scarsa attivita’ fisica, il risultato sono ”sempre piu’ ciccioni”, denucia l’Indipendent. Gli dà perfettamente ragione Antonello del Vecchio di Slow Food, secondo il quale ”gli italiani stanno mangiando sempre meno secondo i dettami della loro dieta tradizionale, attratti invece da micidiali hamburgers e deleteri fritti di ogni genere”. 

Il risultato, scrive The Independent, è che Oltre un terzo, circa il 36% dei bambini italiani, sono sovrappeso o obesi gia’ a otto anni, secondo un rapporto dell’Istituto Auxologico di Milano.

Il che secondo il giornale conferisce all’Italia il peggior primato in termini di obesita’ infantile e giovanile. ”La gravita’ di questi numeri – sottolinea Giovanni Ancarani, presidente dell’Istituto – non deve essere sottostimata. Il 10% della popolazione adulta e’ obeso e il 35% in sovrappeso. Il che significa che 20 milioni hanno problemi di peso. E ogni anno la popolazione con questi problemi cresce dello 0,5%”.