Gb. Battaglia legale per salvare casa di Conan Doyle, padre di Sherlock Holmes

Pubblicato il 26 Maggio 2012 13:30 | Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2012 16:01

La casa di Sir Arthur Conan Doyle, nel Surrey

LONDRA, GRAN BRETAGNA – La villa di Sir Artuhr Conan Doyle nel comune di Waverly, nel Surrey, non si tocca. A dichiarare guerra a palazzinari senza scrupoli – visto che il municipio competente non ne aveva intenzione – ci ha pensato un gruppo di celebri scrittori britannici tra cui figura anche l’intellettuale e attore Stephen Fry. La missione e’ salvare dalla speculazione Undershaw, la residenza che il padre di Sherlock Holmes si fece costruire nel 1897.

Il rischio e’ che venga spezzettata e trasformata in villette a schiera. Il comune di Waverley ha gia’ d’altra parte approvato il piano presentato dalla Fossway, impresa edile con sede alle Virgin Islands. L’idea e’ quella di demolire parte della villa e farne otto casette separate. E questo nonostante il fatto che Undershaw sia stata classificata come edificio d’importanza storica.

Fortunatamente la decisione e’ stata impugnata dai difensori della memoria di Conan Doyle – tra questi la Victorian Society – e riferita all’Alta Corte di Londra. Anche Jeremy Hunt, ministro della Cultura e deputato del collegio elettorale di cui fa parte il comune di Waverley, si e’ schierato dalla parte degli attivisti. Che definiscono Undershaw ”un patrimonio nazionale per la letteratura”. Conan Doyle, infatti, ci visse fino al 1907 e tra le sue mura scrisse 13 racconti di Sherlock Holmes, incluso il ‘Mastino dei Baskerville’.

Qui ospitava gli amici. Il suo salotto letterario era frequentato da personaggi come JM Barrie, il creatore di ‘Peter Pan’, e Bram Stocker, l’inventore di ‘Dracula’. Insomma, mostri sacri del primo Novecento. Ma Undershaw, nonostante il suo illustre passato, è stata adibita ad albergo dai primi anni venti e poi, dopo essere stata acquistata dalla Fossway, è rimasta abbandonata dal 2005 andando in malora. Il sospetto e’ che la Fossway abbia agito di proposito.

Paul Stinchcombe, il legale di John Gibson, fondatore dell’Undershaw Preservation Trust, ha accusato i proprietari di ”grave trascuratezza”. Nel 2008 alla Fossway sarebbe stato ordinato di mettere mano alle riparazioni: dei vandali avevano infatti trafugato le giunte in piombo del tetto e l’acqua aveva iniziato a invadere gli interni. Ma non se ne fece niente.

Stephen Fry – considerato in Gran Bretagna uno strenuo difensore del panorama culturale – ha scritto un’appassionata arringa ai giudici. ”Undershaw nasconde in se’ del valore puro. Se gestita bene potra’ attrarre una nuova generazione di turisti nella zona ed essere fonte di orgoglio. Vi prego pensateci due volte”. Ora si attende il verdetto.