Italiani in Gran Bretagna per divorziare: ma 180 coppie rischiano annullamento

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Novembre 2013 13:52 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2013 14:56
Gb. Divorzio inglese piace a italiani, ma 180 coppie ora rischiano annullamento

Gb. Divorzio inglese piace a italiani, ma 180 coppie ora rischiano annullamento

LONDRA – Il ‘divorzio all’inglese‘, più rapido e meno costoso, piace agli italiani. Il Times segnala infatti il caso di 180 divorzi di cittadini italiani che hanno scelto l’Inghilterra per ottenere la fine del loro matrimonio, ma che adesso rischiano l’annullamento. La loro posizione è al vaglio della magistratura britannica con il sospetto che le coppie abbiano agito in modo fraudolento, fornendo una falsa residenza in Inghilterra proprio per usufruire del sistema britannico più ‘comodo’, riferisce il Times.

L’avvocato Simon Murray, che rappresenta la Corona in materia di divorzi, ha chiesto al massimo giudice in diritto di famiglia, Sir James Muby, che i divorzi vengano annullati perché si basano su una violazione delle normative. La vicenda è venuta alla luce dopo che i funzionari di Sua Maestà hanno notato come in 179 dei casi di divorzio una delle due parti forniva lo stesso indirizzo, che si è scoperto essere una casella posta nel Berkshire, Inghilterra centrale.

La cosa ha insospettito le autorità facendo annusare una frode e imponendo ulteriori verifiche. Pur riguardando cittadini italiani, il caso resta di totale competenza della giustizia britannica, le autorità italiane nel Paese “non entrano nel merito”, ha spiegato il Console generale a Londra Massimiliano Mazzanti. Quello che possono fare è fornire collaborazione alle autorità del Paese ospitante, in fase di verifica per rintracciare le persone interessate.

In attesa che il giudice si esprima quindi, il caso pone comunque quesiti interessanti. Intanto se sia verosimile che tante coppie italiane scelgano di terminare la loro unione in Inghilterra. E la risposta è sì, per questo basta considerare il tempo – e conseguenti costi – che si risparmia.

“Se non ci sono particolari condizioni, contestazioni o minori coinvolti e se la richiesta viene presentata con l’accordo del coniuge, ebbene, in tal caso in Inghilterra si può divorziare anche in sei mesi”, ha spiegato Rocco Franco, avvocato dello studio Pini Franco LLP di Londra.

“Intanto qui la separazione è considerata un dato di fatto”, e non un passaggio per cui è necessario il riconoscimento di un tribunale. Cosa che fa già risparmiare anni. Una condizione che può quindi far gola a molti italiani che vogliano velocizzare i tempi, tanto più che esiste il quadro giuridico, basato su un regolamento comunitario, che permette di divorziare in un altro Paese europeo, rispettandone naturalmente le leggi e avendone i requisiti.

“Tra questi, in Inghilterra, è richiesta la residenza stabile per il ricorrente per almeno sei mesi”, come requisito minimo spiega Franco. Che in alcuni casi può arrivare fino ad un anno. Insomma, si può fare, rispettando le regole però. Ed è questo che viene contestato alle 179 coppie che, avendo dichiarato tutte lo stesso indirizzo di residenza e che si sospetta anche essere falso, sono finite nel mirino delle autorità. E se poi i divorzi verranno annullati davvero come sembrerebbe? Nell’ipotesi in cui qualcuno tra coloro che ha ottenuto questo ‘divorzio inglese’ si fosse poi risposato, con l’annullamento rischia forse di diventare bigamo. Cosa illegale, anche in Italia.