Gb. Gli iconici ”black cab” londinesi salvati da estinzione dai cinesi

Pubblicato il 21 settembre 2013 11:49 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2013 11:49
I black cab londinesi

I black cab londinesi

LONDRA, GRAN BRETAGNA – Meno di un anno fa erano dati a ‘rischio estinzione’. E’ invece ripresa la produzione dei ‘black cab’, gli inconfondibili taxi neri londinesi che si temeva sarebbero rimasti vittime della crisi dopo che l’azienda che li fabbrica dal 1948 a Coventry, in Inghilterra, era arrivata sulla soglia del fallimento. Una lunga trattativa, poi il salvataggio grazie all’ingresso consistente di capitale cinese nella societa’. Cosi’ si è salvata la Manganese Bronze e si sono salvati i black cab.

L’azienda era entrata in amministrazione controllata lo scorso ottobre a seguito di un periodo di grandi difficoltà finanziarie. Tutto era cominciato con un incidente di percorso: un difetto riscontrato nelle vetture di ultima produzione che, insieme con il clima economico non favorevole, aveva innescato un effetto domino per la storica azienda: immediato il blocco della produzione, e a rischio 300 posti di lavoro. Subito erano state avviate trattative con la cinese Geely Group (che possiede anche Volvo) affinchè acquisisse una fetta piu’ consistente dell’azienda di cui già controllava circa il 20%. Negoziati che òndavano avanti a fatica, lasciando intravedere poche speranze. Tanto che i sindacati avevano anche rivolto un appello al governo perche’ non lasciasse che quel ‘patrimonio nazionale’ scomparisse.

Poi l’accordo, sei mesi fa: un investimento di 11 milioni di sterline (oltre 12 milioni e mezzo di euro) con il quale di fatto la Geely ha acquistato Manganese Bronze. ‘’Dopo un periodo di preoccupazione e incertezza per i lavoratori, l’investimento della Geely Group ha reso possibile un futuro per la società degli iconici taxi neri assicurando che possano continuare ad essere prodotti in Gran Bretagna’’, ha detto oggi il ministro britannico delle attivita’ produttive.

Il processo non e’ stato tuttavia indolore: 156 posti di lavoro sono andati perduti e con la ripresa della produzione ne sono stati recuperati solo 66. I vertici della Geely si dicono pero’ fiduciosi: ‘’Oggi è solo l’inizio di quello che crediamo sara’ un solido e prospero futuro’’, ha detto Li Shufu, presidente della società. Secondo le previsioni, una volta tornata a regime, dalla fabbrica usciranno 10 vetture al giorno e l’ambizione è di assicurarsi contratti che consentano l’esportazione in Arabia Saudita e negli Emirati, anche se sarebbe una sorta di incongruenza vedere gli inglesissimi black cab circolare per le strade di quei Paesi.