Gb. Guardian: l’uso dell’energia rinnovabile è in calo, colpa del clima e della politica

Pubblicato il 29 Giugno 2010 16:23 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2010 22:02

La quantità di energia proveniente da fonti rinnovabili in Gran Bretagna è diminuita nei primi mesi di quest’anno nonostante da diversi anni il governo prometta di incrementarla e di ridurre la dipendenza del Regno dai combustibili fossili. E’ quanto rivela oggi il Guardian, proprio mentre una commissione pubblica un rapporto su come finanziare la transizione del Paese verso un’economia ‘verde’ tramite la fondazione di una nuova banca, la Green Investment Bank (Gib), che si occuperà degli investimenti nel settore.

Secondo il giornale, che cita i dati del ministero per l’Energia e i Cambiamenti climatici, la proporzione di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili è scesa del 7,5% nei primi tre mesi di quest’anno, in confronto allo stesso periodo del 2009. La ragione ufficiale di questo calo sarebbe un inverno piuttosto secco, che avrebbe ridotto la quantita’ di energia prodotta dalle centrali idroelettriche e venti non abbastanza forti. Ma secondo alcuni esperti, a colpire il settore sarebbe stato anche un momentaneo calo degli investimenti, dovuto alla crisi economica ed al periodo di incertezza politica in seguito alle elezioni.

Un altro fattore importante sarebbe stato il gas straniero a basso costo: proprio nel primo trimestre di quest’anno, la quantità di gas importata in Gran Bretagna per la prima volta in 40 anni e’ stata maggiore della quantità esportata. La commissione indipendente sulla Gib – istituita dal cancelliere George Osborne quando i conservatori erano ancora all’opposizione e che oggi pubblica il suo rapporto – chiede quindi al governo di agire piu’ a fondo e più in fretta a favore degli investimenti nelle rinnovabili, facendo passare leggi in ‘corsia preferenziale’ per fondare la nuova banca, che potrebbe quindi essere operativa già dal prossimo anno e finanziata in gran parte dal governo.

Secondo James Cameron, direttore di Climate Change Capital, un’agenzia di consulenza per gli investimenti nel settore delle rinnovabili e membro della commissione sulla Gib, gli investimenti nel campo sarebbero calati proprio a causa degli interrogativi su quale sarebbe stata la direzione del nuovo governo, a cominciare dalla fondazione della Gib. ”Se la gente sta aspettando che questa banca inizi ad esistere con una serie di prodotti in grado di ridurre i costi, allora aspetteranno finché esisterà ”, ha detto.

Il governo di coalizione ha annunciato che renderà pubblici i dettagli della nuova banca quest’autunno, dopo la sua revisione delle spese pubbliche. Gli ambientalisti dovranno dunque aspettare fino a quel momento per decidere se la nuova Gib sarà in grado di rispondere alle sfide e agli obiettivi dell’energia rinnovabile in Gran Bretagna. Per ora, soprattutto alla luce dei nuovi dati pubblicati dal Guardian, non sono contenti.

”E’ assurdo che sebbene il Regno Unito abbia alcune delle migliori fonti di energia rinnovabile in Europa, troppi progetti facciano fatica a decollare. La coalizione deve mantenere la sua promessa di essere il governo più verde di sempre facilitando il decollo di questi progetti e creando una banca per gli investimenti nel settore ben finanziata e finalizzata a fare della Gran Bretagna uno dei leader dell’economia a bassa emissione”, ha detto Andy Atkins, direttore dell’organizzazione ambientalista Friends of the Earth.