Gb. A rischio la ‘pausa-tè’ su posto lavoro: manca tempo e superiori rigidi

Pubblicato il 22 settembre 2013 15:12 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2013 15:12

teaLONDRA, GRAN BRETAGNA -Anche nella Londra città-globale e cosmopolita che ha adottato appieno la ‘cultura del caffè’ presa dagli americani che ne bevono litri al giorno, una tazza di tè rimane tradizione indiscussa dei britannici e ne scandisce la giornata. Un’abitudine che diventa però sempre più difficile praticare a causa delle pressioni sul posto di lavoro: perchè per la ‘pausa-tè’ non c’è più tempo come una volta.

Questo almeno secondo un recente studio che sottolinea come solo un quinto degli interpellati ammetta di concedersi pause come un tempo. Pare non sia più possibile per via della crescente mole di lavoro, ma anche a causa di superiori troppo rigidi o nel timore di venire additati da colleghi come fannulloni. Chi riesce a fare qualche pausa, in media dice di potersi fermare per circa 19 minuti in tutto in una settimana lavorativa di 40 ore e oltre la metà ritiene che li renda più produttivi.

Chi invece vi rinuncia dice di pagarne le conseguenze accusando stanchezza (1/3 degli interpellati),calo nella produttivit� (1/4), demotivazione (1/5). Un decimo degli interpellati sottolinea poi come una pausa sarebbe utile per il livello di efficienza visto che, dicono, così non visiterebbero i siti di social network mentre dovrebbero invece lavorare. In media tuttavia, riconosce lo studio citato dal Daily Telegraph, pare che quattro tazze si riescano ancora a bere, che per poco meno del 50% sono ormai di caffè e non di tè, con una predilezione nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni.