Gb. Allarme su invasione bulgari e romeni che si riverseranno su mercato lavoro

Pubblicato il 2 gennaio 2014 11:14 | Ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2014 11:14
Bulgari e romeni all'ingresso in Gran Bretagna

Bulgari e romeni all’ingresso in Gran Bretagna

GB, LONDRA – Parlamentari e telecamere ad attenderli agli arrivi dell’aeroporto londinese di Luton: eccoli i primi romeni che mettono piede sul suolo britannico per rimanerci, per lavorare, godendo delle nuove regole entrate in vigore oggi che eliminano per i cittadini Ue di nazionalit� bulgara e romena le ultime restrizioni rimaste in materia di libera circolazione nell’Unione.

E Londra ha paura. Si temono arrivi di massa, decine di migliaia di persone che potrebbero riversarsi sul mercato del lavoro nel Regno Unito ancora provato dalla crisi, nonostante le prime indicazioni di ripresa. E a poco sono valse le rassicurazioni: non ci sarà un’invasione dicono alcuni, altri tentano di tranquillizzare sottolineando che come la presenza di più vaste comunità di romeni e bulgari in Italia e Spagna per esempio, renderà questi tra i Paesi più appetibili.

Si rincorrono poi le cifre di chi calcola in quanti eleggeranno la Gran Bretagna come approdo, 50 mila in media all’anno secondo alcuni. Numeri che fanno aumentare l’ansia collettiva da mesi al centro di un acceso dibattito politico interno che ha ispirato anche dure campagne, alcune anche al limite del politicamente corretto. Eppure i dati che vengono dal business e dal mondo del lavoro più in generale sembrano pero’ andare in senso contrario rispetto a questa grande paura: oggi il Times mette rileva in un articolo in prima pagina come in realtà di lavoratori romeni nel Paese ci sia bisogno per quegli impieghi che per i britannici risultano meno attraenti.

I settori maggiormente interessati sono quelli dell’assistenza domestica (e di minori e anziani), ma servono anche tassisti, persone da impiegare nel settore alberghiero, fino al servizio sanitario nazionale, o agricoltura e costruzioni. Si calcola che oltre 62mila posti di lavoro sono stati pubblicizzati su siti web romeni specializzati nel 2013, quasi 42mila in più rispetto all’anno precedente. Il dado e’ tratto comunque. Non si torna indietro: nonostante gli appelli, anche quelli dell’ultimo minuto, Downing Street (e la Ue soprattutto) ha messo ben in chiaro che l’apertura delle frontiere a romeni e bulgari e’ da oggi un fatto irreversibile.

E nel garantire che e’ stato fatto tutto il possibile per limitare i danni, il governo si difende: le modifiche apportate ai termini dell’accesso al Welfare da parte degli stranieri garantiranno la rete di sicurezza necessaria per fa sì che gli arrivi tanto temuti contribuiscano all’economia del Paese, trasformandosi in vantaggi per tutti.