Gb. Monito dei vescovi contro i tagli del welfare, ”nazione affamata”

Pubblicato il 21 febbraio 2014 10:53 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2014 10:53
L'arcivescovo di Canterbury Justyn Welby.

L’arcivescovo di Canterbury Justyn Welby.

GB, LONDRA – Un monito cosi’ non lo si ricordava dai tempi di Margaret Thatcher. Il governo britannico forte dei segnali che indicano una ripresa economica insiste che le sue politiche di austerity e tagli funzionano, che e’ la strada giusta e va perseguita, ma si moltiplicano le voci dei leader religiosi che invece condannano la riforma del Welfare e la riduzione dei sussidi: stanno ”affamando il Paese”, dicono.

Con una lettera aperta, pubblicata venerdi dal Daily Mirror, 41 religiosi, tra cui 27 vescovi della Chiesa d’Inghilterra, ma anche quaccheri e metodisti, hanno denunciato la riforma del Welfare e i tagli operati dal governo affermando che creano una ”crisi nazionale” e invitano a fare un passo indietro, indicando al primo ministro David Cameron che ”agire e’ un imperativo morale”. Nel farlo gli esponenti religiosi citano i dati secondo cui dalla scorsa Pasqua mezzo milione di persone si e’ rivolto alle banche del cibo nel Regno Unito, e dallo scorso anno 5.500 persone sono state ricoverate in ospedale per malnutrizione.

Sottolineano poi come i prezzi per il cibo siano aumentati senza sosta, fino al 30% in cinque anni, mentre i salari rimangono immutati. Si tratta, rileva ancora il quotidiano, di un appello duro e risoluto di un livello senza precedenti dai tempi di Margaret Thatcher quando la Chiesa d’Inghilterra lancio’ un monito rimasto noto come il rapporto ‘Faith in the City’ in cui criticava le politiche della Lady di Ferro.

La comunità religiosa sembra ora esporsi in maniera compatta: sull’argomento si erano espressi sia l’arcivescovo di Canterbury, il leader spirituale della Chiesa d’Inghilterra Justin Welby, già critico verso la riforma del Welfare, e nei giorni scorsi anche l’arcivescovo cattolico Vincent Nichols – massima autorità cattolica nel Paese e da poco nominato cardinale da papa Francesco – che aveva puntato il dito contro i tagli ai benefit con parole dure, denunciando lo smantellamento di quella rete di sicurezza che il Welfare rappresenta per una consistente fetta della società.

Parole che hanno indotto alla replica sia del primo ministro conservatore David Cameron sia del vicepremier liberal democratico Nick Clegg: il primo difende le scelte di governo evocando a sua volta una ”missione morale” volta a cambiare il sistema, a dare ”speranza” e a indurre alla ”responsabilit�”. Clegg ha definito le accuse ”esagerate”.