Germania, tragedia alla “Love parade”: almeno 19 morti, tra loro anche un’italiana

Pubblicato il 25 luglio 2010 8:35 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2010 20:21
duisburg

Scene di panico a Duisburg

Una tremenda calca, e l’ondata di panico che ne è seguita all’ingresso e dentro un tunnel, principale via di accesso all’area dove si svolgeva la Love Parade di Duisburg, in Germania, ha causato almeno 19 morti e 516 feriti. Tra i morti c’è anche un’italiana, Giulia Minola, 21 anni di Brescia. I carabinieri, intorno all’una di notte, hanno avvisato la famiglia spiegando alla madre che il console italiano in Germania che si occupava del caso doveva parlarle. La donna vedendo i militari ha detto che aveva capito subito la terribile notizia, anche perche’ dal pomeriggio cercava di mettersi in contatto con la figlia senza riuscirci.

Un’altra italiana, di Torino, e altri tre connazionali sono invece tra i feriti: sono stati tutti medicati e dimessi. La torinese ferita è un’amica di Giulia Minola e stava con lei al momento della tragedia. Lo riferiscono fonti del Consolato italiano a Colonia. La ragazza ferita è ancora ricoverata in ospedale a Duisburg.

Giulia Minola, era una studentessa universitaria: studiava Moda e Design a Milano. Stava facendo un giro per l’Europa iniziato venerdi’ scorso e che sarebbe dovuto durare una settimana. Giulia Minola viveva, con la famiglia, in una palazzina in un quartiere residenziale di Brescia dove ora stanno giungendo familiari e amici per consolare i genitori. In viaggio era andata con un’amica torinese, una compagna di studi, di cui pero’ la famiglia non conosce il nome.

In tutto sono sei gli stranieri morti nella tragedia della Love Parade di Duisburg: oltre all’italiana ci sono un’australiana, una cinese, un olandese e un uomo e una spagnola. Delle 19 vittime ne sono state identificate finora 18.

Famiglia di Giulia domani a Duisburg. Partiranno domani i familiari di Giulia. La salma della ragazza, a quanto si e’ appreso, non verra’ messa a disposizione dei parenti prima di martedi’. La famiglia, attraverso una nota diffusa alla stampa, ”chiede il silenzio e il rispetto del lutto”. ”Era una ragazza bellissima, una ragazza tosta, molto seria”, dice un’amica di famiglia uscendo dall’abitazione in cui viveva Giulia Minola, in via Luca Marenzio 7. ”Questa era la sua vacanza” conclude la donna prima di andarsene. La famiglia di Giulia Minola, appreso della disgrazia di Duisburg, hanno cercato piu’ volte di mettersi in contatto con lei senza riuscirvi. Le speranze che fosse sana e salva sono crollate quando, verso l’una di notte, i carabinieri hanno suonato i campanello di casa dicendo che bisognava mettersi in contatto con la Germania per una comunicazione.

Polizia apre inchiesta: non erano così tanti. La Procura di Duisburg ha ufficialmente aperto un’inchiesta sulla tragedia alla Love Parade, mentre la polizia ridimensiona le cifre dell’affluenza all’evento. L’area dove si svolgeva il concerto “poteva accogliere oltre 300.000 persone, ma non e’ mai stata piena”, ha sostenuto in conferenza stampa Wolfgang Rabe, capo dell’unita’ di crisi. Secondo gli organizzatori, la Love Parade ha richiamato, nel corso dell’intera giornata, circa 1,4 milioni di persone. Per Rabe, le “sole cifre attendibili” sono quelle relative alle persone arrivate via treno, che alle 14 risultavano essere 105.000. Il capo dell’unita’ di crisi non ha fornito ulteriori dettagli sull’accaduto, evocando l’inchiesta aperta dalla Procura.

La dinamica. Secondo i media tedeschi e le testimonianze raccolte, la ressa è stata scatenata dalla pressione di migliaia di ragazzi che cercavano di entrare nell’area dove si svolgeva l’evento, l’enorme sito di una ex acciaieria dismessa a meta’ degli Anni ’80 con all’interno uno scalo merci. Secondo gli organizzatori alla Love Parade hanno partecipato durante l’intera giornata quasi un milione e mezzo di persone, in maggior parte tra i 18 e i 25 anni e provenienti da tutta Europa: fotografie hanno mostrato l’area riempita da una folla impressionante. Secondo molti testimoni, il tunnel – lungo oltre 200 metri e largo 30 – era ”troppo stretto” per garantire l’afflusso dei partecipanti.

La tragedia, secondo un reporter della Bild sul posto, e’ avvenuta ”a causa del sovraffollamento al tunnel, un vero e proprio collo di bottiglia: in migliaia volevano abbandonare il terreno della vecchia stazione merci dove c’era il palco”. ”Al tempo stesso – ha aggiunto – sono arrivati in migliaia che volevano raggiungere il palcoscenico! E’ sconvolgente.”.

Testimonianze.”Urla, paura, panico”, descrive la Bild: ”Migliaia di persone si sono scontrate, molti – almeno una dozzina di persone – sono stati stritolati, capovolti nella ressa e hanno dovuto essere rianimati da personale sanitario”. Un partecipante alla manifestazione, Marius, di 18 anni, riferisce ancora Bild, ha raccontato che ”non c’e’ stata possibilita’ di fuga, la gente faceva come un muro. Ho avuto paura di morire”. ”Ho avuto fortuna: ho trovato un piccolo buco, ma accanto a me sono morte due donne”, ha raccontato una ragazza. La polizia – 1.200 gli agenti mobilitati – e i soccorritori sono giunti agevolmente sul posto, perche’ l’autostrada che fiancheggia il sito, delimitato anche dalla linea ferroviaria, era stata chiusa alla circolazione per tutta la giornata, ma raggiungere i feriti e le vittime e’ stato a lungo impossibile. Nella grande confusione creatasi e’ difficile capire la dinamica esatta della tragedia: un funzionario del Municipio di Duisburg, Wolfgang Rabe, ha detto alla tv che non e’ avvenuta dentro, bensi’ fuori del tunnel: ”Quindici persone – ha affermato – sono morte per essere cadute da barriere su cui si erano arrampicate”.

Molti alla Vecchia stazione di Duisburg sono scioccati: ”Ho visto i morti. Altri erano ancora vivi ma incoscienti”, racconta uno tra i migliaia di partecipanti. ”Sono arrivato al tunnel verso le 17. C’erano troppe barriere, i passaggi erano troppo stretti per essere superati agevolmente”, ricorda Alexis, 28 anni, di Wuppertal. ”Delle ragazze sono svenute per il troppo caldo. Era pazzesco. La polizia stava su delle scale e cercava di tirare fuori la gente. Alcuni hanno provato a distruggere le barriere. E’ stato terribile, il caos”, ha aggiunto Alexis, che insieme ad altri nove amici ha poi rinunciato a seguire l’evento.

”Ho fatto un corso di pronto soccorso, ho cercato di aiutare un po’. La gente era disidratata, alcuni continuavano a bere alcol e assumere droghe”, racconta invece Anneke, 18 anni, una neozelandese: ”Poi sono andata a ballare, aveva bisogno di rilassarmi. Ma ho perso i contatti con i miei due amici, che avevano i miei soldi ed il mio telefono”.

Il fatto che la gente abbia continuato a ballare ha scatenato proteste e talvolta rabbia: ”E’ pazzesco, la festa e’ proseguita!”, dice indignato Lubbert, 31 anni, di Hannover. ”Tutti hanno continuato a ballare, anche quelli che avevano perso un amico”, continua il giovane, arrabbiato perche’ gli organizzatori alla fine dai microfoni hanno ringraziato il pubblico ”per la splendida giornata”. ”L’organizzazione era carente. Non c’era molto da bere se non alcol. E anche se il parco era pieno, hanno continuato a far arrivare gente”, denuncia Patrick, 22 anni.

”Non riuscivamo a credere a quello che stava succedendo”: Marco, un italiano originario di Belluno, spiega su Facebook le sue emozioni dopo la strage alla Love Parade. ”Sono rientrato dalla Love Parade. Doveva essere la festa dell’anno. L’unica musica che ho sentito sono state le sirene e gli elicotteri!! Non riuscivamo a credere a quello che stava succedendo”. Il suo messaggio – Marco risiede in Germania – si conclude con un pensiero per le vittime: ”Riposate in pace”.

L’evento e’ stato fatto proseguire, con la maggior parte dei partecipanti rimasta a lungo all’oscuro dell’accaduto. ”L’Unita’ di crisi della citta’ di Duisburg ha deciso di non porre fine alla manifestazione per motivi di sicurezza”, ha detto il portavoce del municipio, Frank Kopatschek, aggiungendo che le uscite di sicurezza dell’area e tutte le cancellate che la delimitavano nel frattempo erano state aperte e ”numerosi visitatori” ne hanno approfittato per allontanarsi. La calca si e’ scatenata intorno alle 17.15, e solo in serata avanzata il tunnel della morte si è svuotato.

Le immagini tv in diretta mostrano pero’ che la Love Parade continuava quando era già calato il buio. Secondo la tv tedesca migliaia di ragazzi si sono allontanati nella calma, molti dirigendosi verso la principale stazione ferroviaria di Duisburg, grande centro industriale della Ruhr, il piu’ grande porto fluviale d’Europa. I media tedeschi si interrogano ora su come sia stata possibile una simile tragedia, denunciando la mancanza di vie di scampo e le non adeguate dimensioni dell’area rispetto alla massa di gente confluita.

Solo questa mattina, verso l’ora di pranzo è arrivata la notizia: l’organizzatore della Love Parade, Rainer Schaller, ha annunciato, dopo la tragedia di Duisburg, la definitiva chiusura della manifestazione. ”Le parole non bastano per spiegare le dimensione dello sconcerto”, ”la cosa piu’ importante e’ che si chiariscano i fatti”, ha aggiunto, stando all’agenzia Dpa, ricevuta a Vienna.

Le autorita’ di Duisburg hanno attivato un numero di emergenza per chi cerca notizie di familiari che si teme siano rimasti coinvolti nella tragedia alla Love Parade di Duisburg. Il numero da chiamare e’ 0049 203 94 000.

Giulia su MySpace: troppo rara per vivere. C’e’ una citazione da ‘Paura e delirio a Las Vegas’ sulla pagina MySpace di Giulia Minola, la ragazza bresciana morta alla Love Parade di Duisburg: ”Too weird to live, too rare to die” ovvero ”troppo strana per vivere, troppo rara per morire”. Sul sito, e’ segnata come ”spirito libero” e di ”umore pazzo”. Le foto che ha caricato la mostrano spesso insieme agli amici, alcune al concertone del Primo Maggio 2008 a piazza San Giovanni a Roma.

Gli interessi segnati sul suo profilo di Facebook – dove ha inserito come network il Politecnico di Milano – raccontano di una ragazza a cui piace la musica piu’ varia (dai Daft Punk a Mia Martini passando per Gogol Bordello, Alberto Camerini e The Chemical Brothers), e che apprezza il cinema (fra i suoi film preferiti Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton, Fight Club e Arancia Meccanica). Fra le oltre cento pagine a cui e’ iscritta alcune descrivono la sua passione per la moda (‘Roba da Fashion Designer’, Vivienne Westwood e H&M). Ci sono quelle della Festa di Radio Onda d’urto, di scrittori come Hunter S. Thompson (suo il romanzo da cui e’ tratto Paura e delirio a Las Vegas) e Bret Easton Ellis (l’autore di American Psycho e Meno di Zero), ma anche ‘Roba da disneyani’, ‘L’Italiano non e’ una malattia’ e i profili di alcuni attori morti prematuramente come River Phoenix e Heath Ledger.

C’e’ una citazione da ‘Paura e delirio a Las Vegas’ sulla pagina MySpace di Giulia Minola, la ragazza bresciana morta alla Love Parade di Duisburg: ”Too weird to live, too rare to die” ovvero ”troppo strana per vivere, troppo rara per morire”. Sul sito, e’ segnata come ”spirito libero” e di ”umore pazzo”. Le foto che ha caricato la mostrano spesso insieme agli amici, alcune al concertone del Primo Maggio 2008 a piazza San Giovanni a Roma. Gli interessi segnati sul suo profilo di Facebook – dove ha inserito come network il Politecnico di Milano – raccontano di una ragazza a cui piace la musica piu’ varia (dai Daft Punk a Mia Martini passando per Gogol Bordello, Alberto Camerini e The Chemical Brothers), e che apprezza il cinema (fra i suoi film preferiti Alice nel paese delle meraviglie di Tim Burton, Fight Club e Arancia Meccanica).

Fra le oltre cento pagine a cui e’ iscritta alcune descrivono la sua passione per la moda (‘Roba da Fashion Designer’, Vivienne Westwood e H&M). Ci sono quelle della Festa di Radio Onda d’urto, di scrittori come Hunter S. Thompson (suo il romanzo da cui e’ tratto Paura e delirio a Las Vegas) e Bret Easton Ellis (l’autore di American Psycho e Meno di Zero), ma anche ‘Roba da disneyani’, ‘L’Italiano non e’ una malattia’ e i profili di alcuni attori morti prematuramente come River Phoenix e Heath Ledger.

La cancelliera Angela Merkel si e’ detta ”sconvolta”, mentre il presidente Wulff ha chiesto di fare ”chiarezza” sulle circostanze. Nata a Berlino nel 1989, sull’onda del crollo del Muro, l’annuale Love Parade, grande kermesse della musica techno era stata organizzata di nuovo dopo una pausa l’anno scorso.

Papa: profondo dolore. ‘Profondo dolore” per la ”tragedia” di Duisburg e’ stato espresso oggi dal papa, subito dopo l’Angelus domenicale a Castelgandolfo. ”Ricordo nella preghiera – ha detto – i giovani che hanno perso la vita”.

”Al nostro misericordioso Padre Celeste affido oggi in particolare – ha detto Benedetto XVI nei saluti in tedesco – i giovani che ieri a Duisburg hanno perso la vita in modo tragico”. ”Per i loro parenti e amici che si trovano nel dolore, come pure per i molti feriti, chiedo il conforto e la vicinanza dello Spirito santo”, ha aggiunto. Sempre durante l’Angelus a Castelgandolfo, il Papa ha ricordato che oggi si celebra la festa di San Giacomo e che quest’anno cade l’anno santo di Santiago di Compostela. Anche lui, ha aggiunto si unira’ ai tanti pellegrini che si recheranno a rendere omaggio al Santo. Infatti, il prossimo novembre, Benedetto XVI compira’ un viaggio in Spagna con tappe a Santiago di Compostela e a Barcellona. ”Seguendo le orme dell’apostolo, cerchiamo di percorrere il cammino della nostra vita dando testimonianza costante di fede, di speranza e carita”, ha osservato.

Zard: colpa degli organizzatori. ”Non dovevano dare il permesso per quell’area: il tunnel era pericoloso, mancavano le vie di deflusso”. Cosi’ David Zard, storico organizzatore di concerti, in un’intervista a La Repubblica ha commentato la strage alla Love Parade in Germania. Per evitare incidenti, secondo Zard ”vanno stabilite le vie di accesso e di deflusso, un tot di metri per ogni tot di persone – sottolinea – . Un prato e’ la salvezza in caso di terremoto ma se non puoi raggiungerlo?”.

La cosa piu’ pericolosa, per l’esperto che propone di dare licenze a chi fa i corsi di sicurezza, e’ ”correre e inciampare”, mentre un altro errore fatto a Duisburg e’ stato quello di non prevedere isole di assistenza medica. Il segreto e’ chiedersi ogni volta qual’e’ il target della manifestazione e nel caso della Love Parade i partecipanti, soprattutto giovani, ”corrono, spingono ballano. Va pensata una divisione degli ingressi”, perche’ ”gestire la massa e’ una scienza, non valgono le stesse regole per tutti”.

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