Libia: la Germania “neutrale” ha perso un affare?

Francesca Cavaliere
Pubblicato il 5 settembre 2011 20:49 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2012 21:07

BERLINO – Dopo la Conferenza di Parigi sulla Libia tenutasi il primo settembre, il giornale tedesco Bild si domanda se la Germania, per la sua mancata partecipazione alla missione militare della NATO, si sia in qualche modo auto-esclusa dal futuro business della ricostruzione.

Inoltre, Dirk Niebel (FDP), il ministro federale tedesco per lo sviluppo, al giornale tedesco “Rheinische Post”, ha detto di essere contrario a dare al paese africano soldi appartenenti al fondo della cooperazione allo sviluppo perché “La Libia non è un tipico paese in via di sviluppo”, ma un paese ricco capace di comprarsi, preferibilmente dalla Germania stessa, i supporti tecnici necessari, viste le cifre miliardarie che pullulano sui conti di tutto il mondo e la sua ricchezza petrolifera. Sarebbe stata confermata, tuttavia, la promessa di sette milioni di euro per l’assistenza immediata alla popolazione che il ministro aveva fatto in giugno.

Secondo le informazioni date dalla stessa Bild sembra che, nonostante il no, sia l’industria che la camera di commercio tedesche non si aspettino, in generale, uno svantaggio per l’economia del loro Paese poiché prodotti tedeschi come automobili, camion, macchinari e apparecchiature elettriche potrebbero essere molto richiesti e sembra che gli economisti tedeschi credano che le aziende tedesche manterranno i contratti già aperti in Libia prima della rivoluzione contro Gheddafi.

La Germania infatti, prima della caduta del regime, aveva intense relazioni d’affari con la Libia ed era il suo secondo partner commerciale dopo l’Italia, l’esportazione di prodotti tedeschi ammontava a 996 milioni di Euro e pare che, commenta la Bild, anche l’industria delle armi abbia beneficiato delle intese economiche tra i due Paesi.

Ad alimentare la convinzione che la decisione della Germania in merito alla missione NATO in Libia non influenzerà la futura collaborazione economica tedesco-libica si aggiungerebbe anche la dichiarazione fatta da Aly Masednah El-Kothany, il nuovo rappresentante libico a Berlino, nell’intervista condotta durante il notiziario mattutino dell’emittente tedesca ARD-Morgenmagazin.

Alla domanda se la riluttanza della Germania a prendere parte all’azione militare in Libia fosse già dimenticata, il diplomatico ha infatti così risposto: “Noi parliamo dell’oggi e del domani. Ora ci si aspetta aiuto per la ricostruzione, per la democratizzazione e la protezione dei diritti umani”. Ed ancora: “Ci aspettiamo di beneficiare delle conoscenze tecniche della Germania, dell’affidabilità e della qualità delle sue industrie”.

La cancelliera Angela Merkel, per cui la conferenza di Parigi rappresentava una questione spinosa proprio per le problematiche scaturite con la NATO circa la missione libica, ha tuttavia annunciato un impegno particolare ed intenso nella ricostruzione del paese arabo specificando i settori nei quali è pronta ad intervenire.

“Il nostro aiuto concreto può consistere in un nostro grande sostegno a ciò che riguarda ospedali, approvvigionamento idrico e trasporti, sarebbe quindi possibile un sostegno a lungo termine per la ricostruzione delle infrastrutture”, ha detto la Merkel alla Conferenza di Parigi.

A Parigi, la cancelliera ha anche comunicato che il comitato per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rilasciato un miliardo di Euro dei fondi congelati appartenenti alla famiglia Gheddafi.

“In totale, sui conti tedeschi ci sono 7,3 miliardi, in tutto il mondo dovrebbero essere 100 miliardi di Euro. Denaro che sarà erogato per la ricostruzione della Libia”, ha continuato la Merkel.

Per quanto riguarda l’intervento da parte di Francia e Regno Unito nella ricostruzione in Libia pare non ci siano invece dubbi.

I Paesi del presidente Nikolas Sarkozy e del Premier britannico David Cameron, infatti, hanno sopportato il peso maggiore degli attacchi della Nato contro Gheddafi ed i suoi seguaci ed ora che i ribelli avrebbero già annunciato di volere dimostrare l’apprezzamento per i loro sostenitori sotto forma di contratti per la ricostruzione, che potrebbe costare molti miliardi di dollari, possono ben sperare in sostanziosi accordi con la Libia.

Secondo le informazioni del governo francese, intanto, sono stati rilasciati circa dieci miliardi di Euro di denaro libico.