Germania, neonazista attacca sinagoga in diretta web: “Ebrei sono la radice di tutti i problemi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2019 13:19 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 0:06
Germania, strage davanti alla sinagoga. Halle, sparano: ci sono morti

Poliziotti tedeschi in azione (Foto archivio Ansa)

BERLINO – Spari davanti alla sinagoga a Halle, nell’est della Germania. Due persone, un uomo e una donna, sono rimaste uccise: la donna all’interno della sinagoga, l’uomo in un doner kebab lì vicino. 

La polizia di Halle ha fermato un sospetto. Le autorità tedesche sospettano che l’attacco a Halle abbia una matrice di “estrema destra” e che dietro ci siano motivazioni “antisemite”. E’ quanto affermato dal ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer.

La persona fermata è un tedesco bianco di 27 anni, Stephan B., cittadino della Sassonia-Anhalt. Secondo gli inquirenti avrebbe usato una telecamera montata sull’elmetto per riprendere l’attacco e trasmetterlo sul web. Dal video emergono chiare indicazione sulla matrice antisemita e di estrema destra dell’attentato: il killer urla diverse volte “ebrei”.

L’attentatore ha filmato la sua azione per 35 minuti. Nel video, postato su un sito di videogame, si sente l’uomo che prima di aprire il fuoco urla: “La radice di tutti i problemi sono gli ebrei”. Lo riferisce Rita Katz, direttrice del sito di monitoraggio dei gruppi terroristici sul web, Site.

Nel video, che assomiglia a quello degli attacchi del 15 marzo scorso alle due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda, si vede “prima l’attentatore esporre i punti di vista dell’estrema destra, poi guidare fino alla sinagoga”, aggiunge Katz in un altro tweet postando dei fermo immagine del filmato. L’uomo, che secondo Katz si presenta come ‘Anon’, “si irrita perché non riesce a entrare nella sinagoga, e spara a caso a una donna per strada”. Quindi sembra “improvvisare”, “entra in un negozio e uccide un’altra persone prima di fuggire”. Sulla base delle immagini, la direttrice del Site ipotizza che l’uomo abbia agito da solo. “La sua auto era piena di armi apparentemente fabbricate in casa, oltre a un laptop e a una macchina fotografica: il che suggerisce che dietro l’attacco ci sia un inquietante livello di pianificazione”.  

La sparatoria è avvenuta davanti alla sinagoga del quartiere Paulus. La polizia ha poi confermato esplosione di colpi anche in una località nei pressi di Halle, precisando che si tratta di Landsberg, centro situato circa 15 chilometri a est dalla città della Sassonia-Anhalt.

L’attacco è avvenuto durante lo Yom Kippur, la ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell’espiazione e che quest’anno cade tra la sera di martedì 8 e mercoledì 9 ottobre. 

Nell’attacco è stata lanciata anche una bomba a mano dentro il cimitero ebraico. Si dice che l’autore o gli autori abbiano sparato diversi colpi con un fucile mitragliatore. La Bild parla invece di armi automatiche, sia corte (pistole) che lunghe. La polizia ha invitato le persone di Halle a rimanere nelle loro case o in luoghi sicuri.

L’aggressore era vestito di “verde”, “da militare” con un “elmetto”, portava una “maschera” e ha sparato contro un negozio con un “mitra”, ha detto un testimone all’emittente tedesca di notizie N-Tv. 

“Secondo i primi riscontri, due persone sono state uccise a #Halle. Ci sono stati diversi colpi. I presunti autori stanno fuggendo con un automezzo. La popolazione resti chiusa nei loro appartamenti”, conferma in un tweet la polizia tedesca. La stazione ferroviaria di Halle è stata chiusa per motivi di sicurezza.

“L’attentatore ha sparato più volte contro la porta e ha lanciato anche diversi” ordigni forse “molotov, petardi o granate per entrare. La porta è rimasta chiusa, Dio ci ha protetti. Il tutto è durato forse dai cinque ai dieci minuti”, ha detto il presidente della Comunità ebraica di Halle, Max Privorozki.

La comunità di estrema destra definisce “santo” il killer di Halle

Anche se l’attacco “non è stato ancora rivendicato da alcun gruppo, le comunità online di estrema destra l’hanno già fatto proprio e chiamano l’ignoto sparatore ‘santo'”, scrive su Twitter Rita Katz, direttrice di Site, un sito di monitoraggio dell’estremismo sul web, ricordando che lo steso epiteto fu da loro rivolto a Brenton Tarrant, il terrorista di estrema destra autore del massacro nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda.

Fonte: Ansa, N-Tv, Bild