Trovati i gioielli della famiglia (cattolica) perseguitata da Elisabetta I

di Caterina Galloni
Pubblicato il 20 Agosto 2020 7:03 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2020 22:37
castello inglese, foto ansa

Castello di Oxburgh Hall (Inghilterra): trovati duemila preziosi appartenuti alla famiglia (cattolica) dei Bedingfeld. Nella foto Ansa, un castello inglese

Nel Norfolk inglese sono stati scoperti sotto le assi di un solaio del castello Oxburgh Hall più di duemila preziosi manufatti, risalenti alla fine del XVI secolo.

Duemila oggetti preziosi trovati in un castello a Oxburgh Hall nel Norfolk inglese. Si tratta di manoscritti e spartiti musicali risalenti alla fine dle XVI secolo, nascosti poiché rappresentavano la prova che la famiglia Bedingfeld era cattolica e per questo i componenti rischiavano di essere condannati a morte.  

All’epoca regnava Elisabetta I di religione protestante. Ma i Bedingfeld, che vissero a Oxburgh Hall per circa 500 anni, in seguito all’Act of Uniformity del 1559 rifiutarono di cambiare religione.

La sovrana aveva proibito la messa cattolica e dichiarato illegale non frequentare la domenica la chiesa parrocchiale per assistere al rito anglicano.

Secondo quanto riportato dal Times, la scoperta è stata fatta dall’archeologo Matt Champion.

Il ritrovamento è avvenuto durante i lavori di ristrutturazione del tetto di Oxburgh Hall, attualmente di proprietà del National Trust.  

Cosa c’è tra i preziosi manufatti

Tra i preziosi manufatti c’è la copia dell’edizione del 1568 di The Kynges Psalmes, un’edizione del 1568, scritta da Saint John Fisher.

È stato scoperto inoltre un manoscritto miniato del XV secolo.

Sembra che il testo reciti parte del Salmo 39 della Vulgata, una traduzione della Bibbia in latino, un’edizione per il popolo.  

Anna Forrest è la curatrice del National Trust.

La Forrest sta supervisionando il lavoro e ritiene che il manoscritto probabilmente era parte di un libro di preghiere di Sir Edmund Bedingfeld.

Si tratta di colui che nel 1482 costruì Oxburgh Hall nella tenuta di famiglia.
 
Il manoscritto e altri oggetti di proprietà dei Bedingfeld non finirono dunque nelle mani delle spie.

Primo fra tutti Sir Francis Walsingham, capo dello spionaggio.

Non è finito nemmeno in mano a sacerdoti e cacciatori di Elisabetta I.  

Sir Edmund Bedingfeld, morto nel 1553, era stato precedentemente nominato cavaliere e aveva persino ospitato il re e la regina.

Suo nipote Sir Henry Bedingfeld era una figura di spicco durante il regno della cattolica Maria I, che perseguitò invece i protestanti guadagnandosi il soprannome di “Maria la Sanguinaria”.

Sir Henry rimase un fedele cattolico e perse la sua influenza dopo che Elisabetta I salì al trono, e in seguito fu accusato di aver dato rifugio ai papisti.

La fine del XVI secolo divenne pericolosa per i Bedingfeld e per altre famiglie che non si adeguavano alle rigide norme di tipo religioso imposte da Elisabetta I.

I sacerdoti cattolici venivano regolarmente processati e giustiziati e la nobiltà cattolica che ospitava i sacerdoti veniva spedita in carcere.

Carlo I – salito al trono nel 1625 –  ammorbidì le leggi religiose, ma lo scoppio della guerra civile sollevò rapidamente ulteriori disordini.

Sir Henry Bedingfeld imprigionato nella Torre di Londra

Durante la Guerra Civile, Sir Henry Bedingfeld fu imprigionato nella Torre di Londra, uno dei suoi figli fu fucilato e Oxburgh Hall saccheggiato.

Oxburgh Hall fu confiscato dal Parlamento e successivamente rivenduto alla famiglia a un prezzo esorbitante.

I Bedingfeld furono inoltre multati di £ 20.000 sterline, all’epoca una somma esorbitante per qualsiasi famiglia cattolica.

Per 300 anni, la famiglia Bedingfeld fu soggetta a pesanti tasse, esclusione dalle cariche pubbliche e dall’istruzione, con costi sia politici che finanziari (fonte: Daily Mail).