Giovanni Sabatino, emigrato morto nel fango in Costa Azzurra

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Ottobre 2015 10:40 | Ultimo aggiornamento: 6 Ottobre 2015 10:40
Giovanni Sabatino, emigrato morto nel fango in Costa Azzurra

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NIZZA – Si chiamava Giovanni Sabatino, aveva 57 anni ed era figlio di emigrati italiani: nel 1971 era partito con la sua famiglia da San Marco in Lamis (Brindisi) per cercare fortuna altrove. Prima nel Nord Est, poi in Francia, dove Giovanni ha trovato la morte. E’ lui l’italiano rimasto vittima dell’alluvione che ha sconvolto la Costa Azzurra.

Gran parte della sua vita l’aveva vissuta a Melun, sulla Senna a circa 30 km da Parigi. Qui era proprietario di un ristorante italiano, Le Spagho. Poi, quando le sue tre figlie erano cresciute aveva deciso di trasferirsi in Costa Azzurra, dove ha aperto un ristorante simile, Le spago (senza h), sul lungomare di Antibes.

Lo hanno ritrovato cadavere insieme alla sua compagna Marie, domenica sera alle 19, nel suo garage a Mandelieu-la-Napoule, il giorno dopo la tempesta. La furia del fango li aveva raggiunti e intrappolati mentre tentavano di prendere l’auto. “Ho provato a trattenerli – racconta un’amica al Corriere – gli ho detto di non andare, ma loro mi hanno risposto che ce l’avrebbero fatta, sarebbero bastati cinque minuti”.

Anche loro annegati per l’irrazionalità di un momento, come la maggior parte delle 21 vittime dell’alluvione. Tanto che il sindaco di  Mandelieu-la-Napoule, Henri Leroy, è arrivato ad attaccare duramente l’attaccamento eccessivo dei suoi concittadini a “oggetti inanimati come le auto”. Esasperazione che ha aggiunto benzina sul fuoco delle polemiche del giorno dopo. Troppo blanda l’allerta meteo? Inadeguato il servizio di ordine pubblico tanto da lasciare Nizza in mano agli sciacalli? Tutta colpa dei cambiamenti climatici? Mentre il conto dei morti è salito a 21, ma le ultime due vittime ritrovate non facevano parte dell’elenco dei dispersi.