Gran Bretagna, Penny (66 anni) accoltella a morte il marito (78), poi scrive la confessione: voleva evirarlo

di Caterina Galloni
Pubblicato il 17 Ottobre 2021 15:00 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2021 8:40
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Gran Bretagna, Penny (66 anni) accoltella a morte il marito: voleva evirarlo (Ansa)

Gran Bretagna, Penny (66 anni) accoltella a morte il marito (78). Penelope Jackson, 66enne di Berrow, nel Somerset in Gran Bretagna, dopo una lite con il marito ha minacciato di evirarlo e poi l’ha accoltellato a morte. In seguito, mentre aspettava l’arrivo della polizia, ha scritto una confessione.

Gran Bretagna, Penny (66 anni) accoltella a morte il marito (78)

La coppia, secondo quanto riferisce il Daily Mail, aveva avuto una lite su Zoom. Il 78enne marito David, tenente colonnello in pensione, secondo il racconto della moglie, era un consorte “violento”.

David Jackson dopo essere stato accoltellato e prima di perdere conoscenza era riuscito a chiamare i servizi di emergenza. La moglie ha preso il telefono e ha rifiutato di seguire le istruzioni dell’operatore per soccorrere il marito.

Quattro mogli lui, tre mariti lei

La vittima era il quarto marito di Penelope Jackson, e lei la terza moglie. Sheila Taylor, la seconda moglie di David Jackson, in tribunale ha testimoniato che il matrimonio con la vittima era finito quando, nel 1993, aveva iniziato una relazione con l’imputata.

Taylor ha aggiunto che dopo il divorzio, la vittima le aveva raccontato che “Penny” se avesse mai provato a lasciarla, l’aveva minacciato di fare come Lorena Bobbit che proprio nel 1993 recise il pene del marito John e poi lo lanciò dal finestrino dell’auto.

La figlia di Jackson, nata dal primo matrimonio, Jane Calverley, ha detto di non aver mai visto la coppia avere atteggiamenti violenti ma ha precisato che l’alcol ha avuto un ruolo importante nella vita del padre e della matrigna.

In tribunale è emerso che il terzo marito di Penelope Jackson si era tolto la vita pochi giorni dopo aver appreso della relazione con la vittima. La donna ha ammesso di essere colpevole ma di omicidio colposo e non volontario. Ha spiegato di aver subìto per anni abusi fisici, comportamenti coercitivi e di controllo da parte del marito.