Gran Bretagna, anche la polizia credeva al mostro di Loch Ness: “Va protetto”

Pubblicato il 26 Aprile 2010 18:03 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2010 19:25

«Nessie esiste, non ci sono dubbi». Era il 1938 e con queste parole il capo della polizia dell’Inverness-shire, William Fraser, informava il sottosegretario scozzese (il quale doveva accertare l’esistenza della creatura) che il mostro di Lochness era una realtà misteriosa quanto pericolosa.

In una lettera, recuperata e pubblicata sugli archivi nazionali scozzesi, Fraser aggiunge inoltre di essere «preoccupato per la creatura» obiettivo di cacciatori senza scrupoli. Il poliziotto temeva anche di non poterla proteggere: «Questi cacciatori sono determinati a prendere la creatura viva o morta, e sarei grato di qualsiasi suo consiglio o suggerimento su come gestire la situazione».

Il mito del mostro di Loch Ness nasce nell’anno 565 quando San Columba (521-597), monaco missionario gaelico, disse di aver “incontrato” la “misteriosa creatura” negli abissi del lago scozzese.

Diversi avvistamenti sono stati segnalati nel corso dei decenni, ma a partire dal 1930 si è verificato un vero e proprio “boom del mostro”, con una serie di foto sgranate di ‘Nessie’ (così è affettuosamente soprannominato) pubblicate in diversi quotidiani, e definite negli anni “prove inconfutabili” della sua esistenza.