Grecia, nuovo sciopero generale il 15 dicembre

Pubblicato il 19 Novembre 2010 8:04 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 8:51

I due principali sindacati greci, Gsee (settore privato) e Adedy (dipendenti pubblici) hanno annunciato uno sciopero generale il 15 dicembre prossimo contro le nuove misure da 6,1 miliardi di euro contenute nel bilancio 2011 presentato ieri in parlamento. Si attende che alla protesta si unisca anche il sindacato comunista Pame. In un comunicato congiunto i due sindacati annunciano che, oltre allo sciopero generale, l’ottavo contro l’austerity, vi sarà anche una sospensione di tre ore dal lavoro e manifestazioni il 25 novembre prossimo.

Il nuovo sciopero generale rappresenta soprattutto un inasprimento nella posizione del sindacato pubblico Adedy, che fino ad ora non aveva aderito allo sciopero già annunciato da Gsee per il 15 dicembre. Ieri il governo greco aveva annunciato che il piano di riduzione del deficit sarebbe rimasto in carreggiata, malgrado la significativa revisione al rialzo dei conti degli anni scorsi da parte di Eurostat. Secondo la bozza di bilancio concordata con Ue-Fmi e presentata in parlamento, il deficit scendera’ dal 9,4% al 7,4% del Pil.

Un risultato che, a causa della correzione dei disavanzi per il 2009 (dal 13,6% al 15,4%) e del 2010 (dall’8,1% al 9,4%), rende necessari risparmi per 14,3 miliardi, invece degli 8,2 previsti dal memorandum d’intesa con Ue-Fmi, ovvero 6,1 miliardi in piu’. Il Ministro delle finanze Giorgio Papaconstantinou ha assicurato che le ulteriori risorse necessarie non proverranno da nuovi tagli a salari e pensioni né da nuove tasse dirette, ma secondo i sindacati gli aumenti dell’Iva e le altre misure proposte determineranno aumenti della maggior parte dei generi di prima necessita’ e rappresenteranno un nuovo pesante fardello sulle spalle dei lavoratori. Oltre a contribuire alla disoccupazione, con un certo numero di contratti a termine non rinnovati. Le nuove risorse, secondo quanto indicato dalla bozza del budget, proverranno da interventi strutturali, soprattutto nel settore della sanità, e da nuove fonti di reddito, specialmente dalla lotta alla evasione fiscale e dalla vendita o cessione di beni o licenze, soprattutto nel settore dei trasporti e delle telecomunicazioni. Si interverrà inoltre sull’Iva, che passera’ dall’11% al 13% e dal 5,5% al 6,5% su un vasto numero di prodotti, pur riducendosi nei settori farmaceutico e alberghiero. La bozza di bilancio include anche misure per rilanciare l’economia e lo sviluppo.