Grecia in sciopero: migliaia ad Atene contro la riforma delle pensioni

Pubblicato il 8 Luglio 2010 18:55 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2010 19:40

Il premier greco George Papandreou

Mentre la riforma delle pensioni è diventata legge dopo l’approvazione del Parlamento, la Grecia ha fatto opposizione. In migliaia sono scesi in piazza ad  Atene per il sesto sciopero generale che stampa e sindacati hanno definito ‘La Madre di tutte le battaglie’ contro il piano di austerita’. Se lo sciopero ha avuto pieno successo, paralizzando quasi completamente il Paese in crisi, una partecipazione ridotta e soprattutto il fatto che si tratta probabilmente dell’ultima protesta generale prima delle vacanze ha fatto tirare mezzo sospiro di sollievo al governo di Giorgio Papandreou,  il quale è riuscito a far passare, per ora, le riforme volte a salvare il Paese dalla bancarotta.

Convocati dai sindacati dei dipendenti pubblici Adedy, del settore privato Gsee e comunista Pame, lavoratori e pensionati hanno marciato a Salonicco e nel centro della capitale sotto lo slogan ”Queste misure no pasaran”, e raggiungendo il Parlamento dove il ddl, approvato in prima lettura ieri, si appresta a ricevere il prevedibile voto finale.

I Greci si sono svegliato in mezzo ad un black out informativo, a causa dell’adesione allo sciopero dei giornalisti, e a una paralisi quasi totale dei trasporti aerei, marittimi e terrestri, sia ferroviari che urbani.

Sono inoltre rimasti chiusi ospedali (salvo emergenze), uffici pubblici, dogane, tribunali, banche, esercizi commerciali. A questo sciopero hanno partecipato in massa tutti i lavoratori nel tentativo impossibile di fermare una riforma che i sindacati hanno definito ”un barbaro attacco” del capitalismo neoliberista. E vi hanno aderito quindi anche i controllori aerei, per 4 ore dalle 10.00 alle 14.00, e i marittimi, due categorie che durante le ultime proteste erano rimaste a guardare, e che hanno provocato questa volta invece pesanti ritardi e cancellazioni nei voli nazionali e internazionali e un blocco totale dei collegamenti commerciali e passeggeri con le isole.