Grecia, scontri in piazza ad Atene. D-day di Tsipras, Parlamento vota riforme

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 luglio 2015 20:39 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2015 1:27
Grecia, scontri in piazza ad Atene. D-day di Tsipras, Parlamento vota riforme

Grecia, scontri in piazza ad Atene. D-day di Tsipras, Parlamento vota riforme

ATENE – Scontri in Piazza Syntagma, nel centro di Atene, tra lancio di molotov e lacrimogeni. Un folto gruppo persone, probabilmente di anarchici, con caschi, estintori e magliette nere ha fatto irruzione nella piazza antistante il Parlamento con il lancio di bombe carta e petardi, ai quali la polizia ha risposto con i lacrimogeni. Circa 50 persone sono state arrestate mentre in Parlamento si discuteva sul pacchetto di riforme concordate a Bruxelles. All’1.35 di Atene il Parlamento ha votato sì.

Le strade attorno in piazza Syntagma sono controllate dai poliziotti in tenuta antisommossa. Alcuni degli organizzatori della manifestazione gridavano al megafono di non accettare le provocazioni. La piazza si è rapidamente svuotata ma i ristoranti vicini hanno continuato a lavorare.

Nella giornata di mercoledì si sono dimessi a stretto giro la vice ministra delle Finanze Nantia Valavani e il segretario generale del ministero dell’Economia Manos Manousakis. Ben 109 membri del comitato centrale di Syriza su 201 si erano detti contrari l’accordo stipulato dal premier Alexis Tsipras con l’Eurozona, mentre l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis aveva definito l’intesa un “nuovo trattato di Versailles”.

Tsipras ha preferito giocare d’attacco: “Senza il vostro sostegno (nel voto di stasera) sarà difficile per me restare premier” riporta il sito iEfimerida.gr. “O stasera siamo uniti, o domani cade il governo di sinistra”, ha aggiunto, dicendo ai suoi deputati che “Se qualcuno ha una soluzione alternativa, me la dica”. Il Guardian da Atene ha scritto che il premier è stato accolto alla riunione da un grande applauso “segno – dice il giornale – che la sua richiesta di appoggio potrebbe funzionare”. Altro segnale: Zoe Konstantopoulou, la presidente del parlamento e voce critica verso l’accordo, è corsa ad abbracciarlo salvo poi gridare, nel corso del dibattito, al “colpo di stato, un crimine contro l’umanità , un genocidio sociale” e che “è stata assassinata la democrazia”. L’esponente dell’ala radicale di Syriza ha poi aggiunto che “se abbassiamo la testa” tutto questo “si ripeterà ancora”.