Incendio Grenfell Tower, 68mila euro di risarcimento per ogni vittima. La famiglia di Gloria Trevisan: “Non li accettiamo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2020 19:05 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2020 19:09
Incendio Grenfell Tower, 68mila euro di risarcimento per ogni vittima. La famiglia di Gloria Trevisan: "Non li accettiamo"

Incendio Grenfell Tower, 68mila euro di risarcimento per ogni vittima. La famiglia di Gloria Trevisan: “Non li accettiamo” (Foto Ansa)

LONDRA – Un assegno di 68mila euro: tanto varrebbe la vita di ognuna delle vittime dell’incendio alla Grenfell Tower di Londra. E’ il risarcimento offerto alle famiglie per la tragedia costata la vita a 72 persone.

“Una cifra che non accetteremo mai”, dice l’avvocato Maria Cristina Sandrin, che al processo tutela la famiglia di Gloria Trevisan, 26 anni, morta nel rogo assieme al fidanzato Marco Gottardi, 27 anni, due giovani ingegneri veneti. 

“Noi, e parlo a nome della famiglia di Gloria, che rappresento – aggiunge l’avvocato – non accerteremo alcun accordo, io vado in Tribunale”.

Oggi, 12 giugno, era l’ultimo giorno per presentare richiesta di risarcimento nel processo londinese sull’incendio.

Sandrin, come i legali di molte altre famiglie delle vittime e i sopravvissuti della Grenfell Tower hanno radicato negli Stati Uniti la causa per i risarcimenti chiesti a colossi dell’industria come la Arconic, costruttrice dei pannelli di rivestimento del grattacielo, e la Whirlpool, per il frigorifero dal quale, secondo le indagini, partì il rogo.

Quanto alla causa nel Regno Unito, spiega Sandrin, “entro sera dobbiamo trovare una soluzione comune con gli altri studi legali incaricati dalle famiglie delle altre vittime”.

La linea dell’avvocato veronese sarà quella di puntare sul riconoscimento del danno psicologico, “che in Uk è molto considerato”, derivato ai genitori e ai fratelli di Gloria.

“Non so se tutti ricordano – afferma Sandrin – ma durante le telefonate con i due ragazzi mentre il fuoco avanzava, queste famiglie assistettero pressochè in diretta alla morte dei loro cari”. (Fonte: Ansa)