Hasna gridava “aiuto!” Non voleva morire o era una trappola?

di Mario Tafuri
Pubblicato il 21 Novembre 2015 12:33 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2015 12:37
Hasna Ait Boulahcen

Hasna Aitboulahcen, cugina della mente degli attentati Isis di Parigi, gridava aiuto per non morire o era una trappola per le teste di cuoio?

PARIGI – Forse Hasna Ait Boulahcen non voleva morire a 26 anni con i terroristi islamici Isis che si sono fatti saltare in aria nel covo di Saint-Denis a Parigi,

Ha gridato “Aiuto! Aiuto” mentre le teste di cuoio della Polizia francese assediavano il covo e altri due terroristi azionavano i giubbotti esplosivi e si uccidevano, facendo morire anche lei.

C’è anche un’altra ipotesi, che fosse d’accordo con i terroristi e si sia fatta uccidere consenziente da uno di loro. Le sue invocazioni di aiuto sarebbero state solo un tentativo per attirare le teste di cuoio in una trappola.

Hasna Ait Boulahcen, nata in Francia,  è la cugina di Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attentati Isis di Parigi di venerdì 13 novembre 2015.

Una fonte della Polizia ha rivelato che Hasna Ait Boulahcen, il cui cadavere è stato trovato fra le macerie dell’appartamento di Saint-Denis dopo il raid della Polizia, non si è uccisa come un kamikaze.

Nel raid sono state uccise 3 persone. La “mente” degli attentati, Abdelhamid Abaaoud, sua cugina Hasna Ait Boulahcen e un terzo terrorista che non è stato ancora identificato.

Secondo gli investigatori, il terzo uomoo (o donna) ancora senza identità ha fatto esplodere la sua cintura di kamikaze, causando il terribile scoppio che ha coinvolto anche la ragazza.

Hasna Ait Boulahcen, riferiscono fonti della Polizia, invocava l’aiuto delle teste di cuoio gridando:

“Aiutatemi, aiutatemi”.

Secondo alcuni investigatori, però, la ragazza gridava solo per attirare le teste di cuoio in una trappola.

Il Procuratore capo della Repubblica di Parigi, Francois Molins, ha detto ai giornalisti:

“Tutto quello che posso dirvi è che il kamikaze non era Hasna”.

Si è appreso che tra le macerie del palazzo di Saint Denis sono stati trovati “altri resti umani, una borsa e il passaporto francese di Hasna Ait Boulahcen”.