Falciani’s list. Arrestato, teme di morire. La lista evasori, i segreti nel pc

di Warsamè Dini Casali
Pubblicato il 25 luglio 2012 12:31 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2012 12:51
hervé falciani

Nel pc di Hervé Falciani custoditi i segreti dell’evasione fiscale

ROMA – “Falciani’s way”,  o Falciani’s list, ovvero come lavorare per la più grande banca svizzera, trafugare i segreti inconfessabili dei clienti evasori, rivenderli al miglior offerente, vivere da primula rossa e finire in una galera spagnola con la paura di essere ucciso. Ci eravamo dimenticati di Hervé Falciani, il mago del software che con la sua famosa “lista” aveva creato il panico tra migliaia di milionari in sonno e acceso le speranze di governi e cittadini per il recupero delle migliaia di milioni di dollari nascosti nei paradisi fiscali. E’ di qualche giorno fa la stima di questa rapina globale: tra i 20 e 30 mila miliardi dollari evasi, più del Pil di Usa e Giappone messi insieme.

Ebbene Falciani ha commesso il passo falso che lo ha perduto: poteva tranquillamente soggiornare in Costa Azzurra, “ospite” del Governo francese che la lista l’aveva comprata e l’aveva utilizzata, salvo poi restituirla alla Hsbc contraffatta, aggiustata (sbianchettati i nomi degli amici?) almeno secondo i funzionari della banca svizzera. Invece Falciani è stato arrestato non appena ha messo piede in Spagna: il mandato di arresto emesso dalla magistratura elevetica per spionaggio e violazione del segreto bancario è scattato agli inizi di luglio. Ora si attende il suo trasferimento in Svizzera, tra i due paesi c’è un accordo sull’estradizione.

Una spy story contemporanea, quella di Falciani. Protagonista un ingegnere informatico spregiudicato e poliglotta, nato a Montecarlo con doppia cittadinanza italo-francese. Come doppio è il volto di questo insider, demonio della delazione e della slealtà e angelo vendicatore che bastona i ricchi senza morale. C’è il profumo e il veleno dei milioni, l’intrigo dei servizi segreti, un pc che può far crollare un sistema. Perché senza l’informatica attuale non esiste la finanza globale. Premi un tasto e i soldi si volatilizzano dall’altra parte del mondo. Solo un insider può inceppare il meccanismo. A rischio della sua vita, però.

Dentro quel pc c’è molto più della famosa lista. Molto di più dei 24 mila nominativi. I settemila visionati in Italia rappresentano solo l’1% della straordinaria mole di informazioni contenute nel pc. Numeri su numeri, spericolate transazioni, conti cifrati, flussi senza nome, titolari occultati da provvidenziali prestanome. Per dire, tra le centinaia di migliaia di “visiting report”, le relazioni dei gestori Hsbc, 60 mila riguardano l’Italia. Ma la magistratura italiana sembra dormire più di quei conti insabbiati. “Nessuno mi protegge, temo per la mia vita” fa sapere Falciani dal carcere e non si capisce se sia l’autentico grido di aiuto di un uomo disperato o l’ennesimo messaggio in codice, la contorta manifestazione di un ricatto premeditato.

Alla Agenzia delle Entrate basterebbe incrociare i dati contenuti nel pc di Falciani per ricostruire anni di evasione fiscale libera e incontrollata, per risalire ai colpevoli, per recuperare il malloppo in Lussemburgo, a Montecarlo, o in ogni strapuntino dei paradisi off-shore. Cento procure italiane si erano interessate alla lista. Una “vertigine della lista” per citare Umberto Eco, cui non è corrisposta nessuna (con la solitaria eccezione di Gian Carlo Caselli da Torino) richiesta formale per poter dare un”occhiata a tutto il materiale sequestrato e conservato a Parigi. A voler morto Falciani c’è una fila lunga chilometri. Salviamo Falciani.