Ikea, sbagliano a pagare alle casse self-service: padre e figlia in carcere

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 ottobre 2018 10:18 | Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2018 11:35
Ikea, sbagliano a pagare alle casse self-service: padre e figlia in carcere

Ikea, sbagliano a pagare alle casse self-service: padre e figlia in carcere (Foto archivio Ansa)

PARIGI – Sbagliano a passare dei barattoli alle casse automatiche dell’Ikea e finiscono in carcere accusati di furto. E’ la kafkiana vicenda capitata in Francia ad un uomo e a sua figlia. A denunciarla, con un posto su Twitter, è stata la stessa giovane, Emilie Guzzo, 21 anni.

I fatti risalgono al primo ottobre scorso, quando la studentessa universitaria è andata all’Ikea insieme al padre. Una volta arrivati alle casse, i due scannerizzano gli articoli acquistati. Tra questi, ci sono anche dei barattoli in vetro per conservare gli alimenti. Come per tutti gli altri prodotti, passano il codice a barre, senza accorgersi però che il coperchio non è incluso nel prezzo. Il secondo codice a barre si trova infatti nella parte inferiore, ma la ragazza non lo vede.

Si dirige serenamente verso l’uscita, convinta come il padre di aver pagato tutto. Ma non è così. E per loro inizia l’incubo. I due vengono intercettati dalla security, ricostruiscono subito l’errore, si scusano, propongono di andare subito a pagare il resto. Ma vengono condotti dal direttore, e qui inizia il peggio, come racconta la ragazza su Twitter: “Dunque ci mettono in una sala, il direttore chiama la polizia, io penso ‘stasera volevo stirare’, mio padre mi dice ‘che cosa vuoi che ci facciano, non abbiamo fatto niente’ (che ingenua, gli ho creduto). La polizia arriva, una donna con i suoi allievi poliziotti, siamo restati con loro ma nessuno ci ha rivolto la parola, l’agente ha parlato solo con il direttore, mi dicevo finalmente torniamo a casa ma invece che succede? La poliziotta viene da me e mi dice ‘la portiamo via per furto organizzato, adesso arriva un’altra pattuglia per trasportare suo padre, lei viene con me’ e aggiunge ‘se provi a scappare ti sparo con il taser’. Faccio il viaggio in macchina verso il commissariato, nessuno mi parla, mi chiedono solo se ho bevuto”. 

Una volta in commissariato “ci dicono che staremo in cella 24 ore, mio padre cerca di spiegare di nuovo la situazione, dice che il giorno dopo deve lavorare e io pure, nessuno ci ascolta. Comincio a diventare bianca, ripeto che ho solo sbagliato a passare lo scanner sul prezzo dei barattoli”.

Padre e figlia vengono messi in cella (due celle separate) e alla ragazza viene prima chiesto di svuotare le tasche, togliersi i lacci delle scarpe e anche il reggiseno “davanti a tutti”. Quindi la ragazza finisce in una cella “minuscola e sporchissima”. Quando cambia il turno in commissariato il nuovo agente capisce che c’è qualcosa che non torna, avvisa i superiori e il giudice e alla fine, dopo tre ore di carcere, padre e figlia tornano liberi. 

Dopo il clamore suscitato dalla vicenda Ikea ha chiesto scusa: “Privilegiamo sempre il dialogo e ci rincresce sinceramente per questa situazione – ha twittato Ikea France -. Ci impegniamo a ritirare la nostra denuncia e presentiamo le nostre scuse”.