Il massacro di Srebrenica e le colpe di un' Europa «allegra»

Pubblicato il 21 Marzo 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2010 12:00

da: Corriere della Sera

Nelle scorse settimane, mentre il Tribunale penale internazionale processava all’ Aja Radovan Karadzic, ex presidente dei serbi di Bosnia, un gruppo di donne manifestava silenziosamente di fronte al carcere. Rappresentavano le «vedove di Srebrenica», le mogli, le madri e le sorelle degli ottomila uomini e ragazzi che erano stati massacrati nel luglio del 1995 dai miliziani serbi del generale Ratko Mladic. Non chiedevano soltanto la condanna dell’ imputato. Chiedevano soprattutto che il mondo, distratto da altri massacri e altre guerre, non dimenticasse la loro tragedia. Oggi il loro desiderio è stato improvvisamente esaudito, ma per ragioni che tengono alla politica militare americana piuttosto che ai drammi della penisola balcanica nell’ ultimo decennio del Novecento. Srebrenica è riemersa dal fondo della memoria perché il Congresso e lo stato maggiore degli Stati Uniti stanno discutendo lo statuto degli omosessuali nelle forze armate americane. E’ giusto riconoscerne esplicitamente la presenza? O è preferibile continuare a…

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