Il supermanager che denuncia l' omofobia del mondo degli affari

Pubblicato il 17 luglio 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2010 12:00

da: Corriere della Sera

Essere gay e nasconderlo ai parenti, agli amici più cari. Succede ancora in Gran Bretagna. Nonostante tanti passi avanti siano stati fatti. Non ultimo l’ inedito ricevimento che il premier conservatore David Cameron ha dato qualche settimana fa in onore degli omosessuali. Eppure ci si nasconde e si mente ancora. Si vive nel terrore di essere scoperti. Soprattutto nel mondo degli affari dove le logiche sono ancora quelle di un tempo o in quello dello sport dove prevale il cameratismo macho. A denunciarlo ieri, in un articolo-confessione sul Guardian, è stato Lord Browne di Madingley, 62 anni, l’ uomo che un tempo era considerato il Re Sole dell’ industria petrolifera e cadde in disgrazia proprio a causa della sua omosessualità mai rivelata (ma oggi è tornato in auge dopo essere stato cooptato da Gordon Brown e confermato da Cameron come superconsulente per la riforma dell’ università): «Nel 2007 – scrive sul quotidiano britannico – mi sono dimesso da amministratore delegato della Bp perché ho fatto una falsa dichiarazione su come avevo conosciuto il mio ex compagno con cui mi ero lasciato dopo una lunga relazione. Lui aveva venduto il suo racconto colorito al Mail on Sunday. Io tentai di fermare la pubblicazione perché avevo paura di uscire allo scoperto. Ora la mia principale preoccupazione è…

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