Immigrazione, in 20 passano la frontiera: la Francia nega

Pubblicato il 16 Aprile 2011 21:25 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2011 21:25

Immigrati tunisini a Lampedusa (foto LaPresse)

VENTIMIGLIA (IMPERIA) – La gioia ha il colore arancione di un permesso di soggiorno temporaneo e lo spazio del passaggio vicino a quel cartello sul quale è scritto Menton Garavan. Sono 20 i tunisini che passano, dopo un doppio controllo della gendarmerie, la frontiera a Ventimiglia e che importa se la Francia in serata smentisce il passaggio dei migranti tra Italia e Francia: quando li hanno fotografati su quel treno a stento non si sono voltati a salutare.

Sono oltre un centinaio gli immigrati tunisini che oggi hanno potuto ritirare il permesso soggiorno temporaneo. Nei loro occhi si legge la felicità, ora pensano solo ad andare in Francia. Sventolano il permesso di soggiorno arancione e il documento di caicchi verde agli amici ancora in fila. Il primo ad uscire dal commissariato di Ventimiglia, stamani, è Sadel, cappellino da basket in testa, piumino e un paio di scarpe in un sacchetto di plastica. ”Voglio andare in Svizzera, ma non so da dove passerò. Chissà, forse prendo un treno per Milano”, ma alle 18 è ancora seduto sul muro davanti al commissariato. In molti si fanno venire a prendere da parenti e amici alla stazione di Ventimiglia, sperando di riuscire a passare la frontiera

. ”Non sappiamo cosa ci attende, i francesi non ci vogliono fare entrare anche se abbiamo il permesso di soggiorno. Possibile che i due Stati non riescano a mettersi d’accordo?”. Eppure, alcuni di loro, i primi con in mano ‘le papier’, sono saliti su treno delle 13,47 diretto a Nizza. Alla stazione di Garavan la polizia francese e’ salita a controllare. Gli immigrati, un po’ timorosi, hanno mostrato i documenti. ßTutto in regola, il treno è proseguito. A Mentone nuovo controllo. Ma anche in questo caso nessun problema. ”Ale’, andiamo a Nizza”. Nizar, 23 anni, originario di Kef, vuole andare in Germania.

”Li’ vive mio cugino, in Tunisia ho fatto la rivoluzione, ma le cose non sono cambiate. Ora, voglio un lavoro, una casa. Per sei mesi sono in regola, poi si vedrà”. Alla frontiera, a ponte San Ludovico, polizia italiana e francese fanno i rispettivi controlli. I tre francesi ci spiegano che per loro le direttive sono chiare: ”per entrare devono avere il permesso di soggiorno e il passaporto, quello vero, non il permesso di viaggio. Per il momento non abbiamo fermato nessuno: soltanto stamani sei ragazzi che erano senza documenti. Sono ordini ministeriali, tutti devono avere i documenti in regola”.