Incinta di 6 mesi muore sbranata nel bosco. Dubbi sulla morte: è stato il suo cane o quelli dei cacciatori?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Luglio 2020 14:29 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2020 14:29
Incinta di 6 mesi muore sbranata

Incinta di 6 mesi muore sbranata nel bosco. Dubbi sulla morte: è stato il suo cane o quelli dei cacciatori?

Incinta di sei mesi, una 29enne ha perso la vita sbranata da un cane mentre passeggiava in un bosco nei dintorni di Parigi.

Elisa Pilarski, 29enne incinta al sesto mese, stava passeggiando in un bosco a Saint-Pierre-Aigle, a nordest di Parigi, con uno dei cinque cani del compagno quando è avvenuta la tragedia. Non si sa se sia stato proprio l’animale ad aver aggredito improvvisamente la donna sbranandola fino a toglierle la vita. Le dinamiche del tragico incidente sono ancora in corso.

Poco dopo le 13 il compagno riceve una telefonata dalla donna, che lo informa di essere minacciata da alcuni cani. L’uomo si precipita nel bosco e capisce che c’è qualcosa che non va quando gli vengono incontro due cani da caccia. Prosegue alla ricerca della compagna fin quando non si accorge di un corpo nascosto tra gli alberi. Erano passate due ore dalla telefonata quando l’uomo riconosce la compagna, priva di vita e sbranata. Al suo fianco il loro cane. Ma poco dopo l’uomo e l’animale vengono circondati da altri 30 cani.

I cacciatori del “Rallye de la passion” danno la loro versione dei fatti, assicurando di non essere coinvolti. Infatti stando alle loro testimonianze, la battuta di caccia si sarebbe svolta solo dopo le 13 e 30. I sospetti ricadono inevitabilmente sul cane della coppia, un American Staffordshire. 

L’autopsia ha confermato che la morte della 29enne è stata causata da morsi di cane. I cacciatori accusano il cane della coppia, che peraltro presentava a sua volta ferite da morsi, adducendo la “pericolosità della razza” e segni di aggressività dopo il fatto, spiegabili probabilmente con il trauma subito e con precedenti mesi di detenzione nell’isolamento di un canile dal quale era stato acquistato.

Per la famiglia non è stato il suo cane

Tutti i parenti di Elisa Pilarski però escludono che la morte della giovane possa esser stata provocata dal loro cane, che anzi l’avrebbe difesa, e puntano l’indice contro la muta di cani dei cacciatori. Esami del Dna sono stati eseguiti su 62 animali, 5 di proprietà della Pilarski e 57 dei cacciatori (all’appello ne mancherebbero 35). I risultati saranno resi noti a fine estate, gli animali “responsabili” rischierebbero l’abbattimento.

Il compagno della donna non ha dubbi: “Se Curtis (il cane della coppia, ndr) fosse stato cattivo sarebbe successo prima, so che Curtis è innocente, non avrebbe mai toccato Elisa”. (fonte CORRIERE.IT)