Inghilterra, liberi i tifosi che aggredirono il tifoso del Cambridge United. La moglie: “L’ergastolo lo scontiamo noi”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 25 Febbraio 2020 6:08 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2020 18:14
Hooligan, Ansa

Inghilterra, liberi i tifosi che aggredirono il tifoso del Cambridge United. La moglie: “L’ergastolo lo scontiamo noi” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – “I mostri che hanno lesionato il cervello di mio marito sono liberi mentre noi siamo condannati all’ergastolo”: è l’amaro commento di Nicole, moglie del 47enne Simon Dobbin, tifoso del Cambridge United, che dal 2015 non è in grado di camminare né parlare in seguito a un’aggressione selvaggia da parte di 12 hooligan che per 90 secondi hanno calpestato la sua testa e ha riportato lesioni permanenti al cervello. I 12 teppisti sono liberi dopo aver scontato metà della loro pena.

La Basildon Crown Court aveva condannato 13 uomini ma Nicole, che li definisce “un branco di animali” ha rivelato che sono di nuovo liberi. Il 21 marzo, Simon si stava incamminando verso la stazione di Prittlewell, a Southend: il Cambridge United aveva pareggiato 0-0 con il Southend United. E’ stato assalito dalla gang che stava puntando potenziali “obiettivi” tra i tifosi della squadra “rivale”. Hanno notato il gruppo di fan del Cambridge, di cui Simon faceva parte, e in un “agguato preparato con cura” hanno sferrato l’attacco.

Uno degli aggressori aveva un “biglietto da visita” incollato al telefono su cui era scritto:”Congratulazioni. Hai appena incontrato il CS Crew (Southend United). Prima ti uccidiamo, poi prendiamo tua moglie”. Nove uomini sono stati condannati per violenti disordini, tre di complicità per aver provocato violenti disordini e uno per favoreggiamento. “E’ come uno schiaffo in faccia. Ogni volta che guardo Simon, vedo il danno che gli hanno causato. Sono mostri. Non hanno tenuto conto di ciò che stavano facendo”, commenta Nicole e aggiunge:”A loro non importava quale impatto avrebbero avuto sulla vita di un’altra persona e adesso è come se dicessero:”Ho scontato la condanna. Posso dimenticare e andare avanti”.

“Noi non possiamo permetterci quel lusso. Dobbiamo continuare a combattere quotidianamente. Hanno scontato solo metà della loro pena, ma per Simon è una condanna all’ergastolo”. Simon non migliorerà, non camminerà né parlerà, non potrà più abbracciare la moglie o sua figlia Emily o dire loro quanto amore prova per loro. Nicole racconta che ascolta spesso un messaggio vocale di Simon, registrato prima dell’aggressione, in cui dice:”Ciao. Ci sei?” e quando ha scoperto che non l’aveva cancellato ha pensato “Almeno posso sentire la sua voce ma vorrei tanto parlare con lui”.

“Sono piccole cose che dai per scontate, non ti rendi conto fino a quando non accadono tragedie come queste”. Nicole aggiunge che ad aprile saranno cinque anni che Simon è stato aggredito ma sta ancora aspettando il risarcimento. “Sia io che Simon abbiamo lavoravamo a tempo pieno, avevamo un buon lavoro e un buon reddito” ma ora la situazione è cambiata. Nicole, devastata, commenta: “Durante la causa, è emerso che è stato ripetutamente calpestato per novanta secondi. E nella mia mente vedo Simon che giace sull’erba sul punto di essere ripetutamente calpestato. Ed è un pensiero che non posso togliermi dalla testa”.

Fonte: Mirror.