Isis: Europa-Siria, porte aperte per 3mila jihadisti. NYT

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2015 9:52 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2015 9:52
Isis: Europa-Siria, un'autostrada per 3mila jihadisti. NYT

Isis: Europa-Siria, un’autostrada per 3mila jihadisti. NYT

ROMA – Gli attentati di Parigi hanno mostrato quanto, in termini di sicurezza e controllo delle frontiere, l’Europa sia un colabrodo, territorio permeabilissimo al passaggio di personaggi noti da anni, segnalati dalle diverse polizie come una minaccia, in pratica liberi di entrare ed uscire nella rotta da e per lo Stato islamico, serbatoio inesauribile di complotti e progetti distruttivi nelle città del nemico dichiarato.

L’analisi di Katrin Bennhold sul New York Times misura il fallimento sul piano organizzativo, della messa in comune delle informazioni, della debacle dell’intelligence nell’affrontare il pericolo incombente: negli ultimi due anni sono stati contati 3mila sostenitori europei dello Stato Islamico che hanno raggiunto i campi di battaglia della Siria. E hanno fatto ritorno. Più esperti e motivati nel furore settario. Foreign fighters che laggiù hanno imparato le ultime tecniche per preparare attentati.

Tutto sotto lo sguardo impotente delle autorità europee. Uno degli assalitori di Parigi, ricorda Bennhold, ha viaggiato dalla Francia alla Siria e fatto ritorno in patria anche dopo che gli avevano sequestrato il passaporto ed esser stato posto sotto controllo giudiziario. Stessi viaggi andata-ritorno per un suo complice, nonostante fosse stato arrestato ben otto volte per piccoli crimini e inserito nella lista di coloro che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale della Francia.

In tutto tra gli attentatori di Parigi, almeno 6 di loro si sono recati in Siria. In Francia sono un migliaio, in Germania 600, in Belgio 520 (ma su una popolazione di 11 milioni di abitanti il paese ha la percentuale più alta), 750 sono cittadini britannici. Non tutti tornano per continuare a casa la guerra per il ritorno dello Stato Islamico e il ripristino della sharia: ma le statistiche non aiutano, oscillano tra la stima di 1 su 10 e quella di 1 su 4.

La frontiera turca è la porta principale (e aperta) verso la Siria e ritorno. L’area di libera circolazione di Schengen ha permesso di pianificare l’attentato a Bruxelles per poi realizzarlo a Parigi. La grande importanza assegnata in Europa alle garanzie personali vanifica spesso le inchieste degli inquirenti. L’assenza di scambi informativi coordinati in tempo reale ha consentito ciò che hanno ricordato le autorità turche in questi giorni: due volte avevano comunicato alla Francia, l’ultima in giugno, il nome di uno degli attentatori del 13 novembre.