Corruzione, Italia e Grecia messe male: “Così si aggrava la crisi”

Pubblicato il 1 Dicembre 2011 13:09 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2011 13:09

ROMA – L’Italia, come anche la Grecia, rimangono paesi dove la corruzione la fa da padrona. E negli ultimi anni la situazione non è migliorata. Un grave problema non solo per i Paesi stessi ma anche per l’Europa, visto che l’imperversare della corruzione aggrava la crisi del debito. La Commissione europea ha addirittura quantificato il peso della corruzione per l’Unione al 1 per cento del Pil, pari a 120 miliardi di euro all’anno.

Il livello di corruzione percepito è molto alto nel nostro Paese, rivela la classifica dell’organizzazione Transparency International che presenta oggi a Berlino il CPI 2011, corruption perception index annuale. Ci piazziamo al poco invidiabile 69esimo posto su 182, quartultimi in Europa, davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria. Risultato molto negativo ed invariato rispetto all’anno scorso. Una macchia che pesa anche sull’euro, sottolinea Transparency, che ci considera accoppiati alla Grecia, in pessima posizione. E indica al tempo stesso come la corruzione stia aggravando la crisi del debito in Europa.

Per l’organizzazione internazionale non governativa, le difficoltà economiche che attraversa l’eurozona sono “in parte legate all’incapacità dei poteri pubblici di combattere la corruzione e l’evasione fiscale, fra le cause principali della crisi”, si legge nella relazione. Con conseguenze molto pesanti: la Commissione europea ha quantificato il peso della corruzione per l’Unione al 1 per cento del Pil, pari a 120 miliardi di euro all’anno. Risorse che vengono così sottratte a settori chiave, come l’educazione o la sanità, e causa di rallentamento della crescita economica, come ha rilevato il Fondo monetario internazionale.

Secondo il suo indice graduato da 0 (livello di corruzione percepito come massimo) a 10, l’Italia riceve un rating di 3,9, la Grecia di 3,4: ci attestiamo così in posizione 69 nella classifica delle nazioni più trasparenti, con la Grecia all’ottantesimo posto. Francia e Germania, in cui molti sperano per risolvere i problemi dell’eurozona, si classificano rispettivamente 25esima e 14esima.