Italia. Strasburgo, servizi segreti non controllati a sufficenza

Pubblicato il 5 Giugno 2015 8:58 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2015 8:58
Il commissario Nils Muiznieks

Il commissario Nils Muiznieks

FRANCIA, STRASBURGO “In Italia il sistema di controllo sulle attività dei servizi segreti è stato rafforzato in anni recenti, ma non è tra i più robusti che ho visto in Europa”. A dichiararlo all’Ansa è il commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, in occasione della pubblicazione del rapporto “Controllo democratico e efficace dei servizi segreti”.

Secondo Muiznieks, le debolezze del sistema italiano sono legate ai poteri di controllo non sufficientemente forti del comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir).

“Ritengo che la riforma del controllo dei servizi segreti avvenuta in Italia nel 2007 è stato un passo avanti”, afferma il Commissario. “In Italia c’è un controllo da parte del parlamento, assolutamente necessario, c’è un maggiore controllo interno, ed è stato rafforzato il controllo da parte del Primo Ministro, che ha quindi maggiori responsabilità”, sottolinea Muiznieks. Ma quando si raffronta il sistema italiano con quello adottato in altri Paesi, quello italiano risulta meno forte.

Tra le debolezze del sistema italiano Muiznieks cita i poteri del Copasir. Il comitato non ha accesso a tutte le informazioni sui servizi segreti come accade in altri Paesi, per esempio in Romania. In Italia il comitato deve votare con una maggioranza dei due terzi per avere accesso a determinate informazioni, e secondo Muiznieks “c’è un vero rischio che i partiti di maggioranza usino la loro posizione per bloccare l’accesso alle informazioni più delicate e quindi blocchino le inchieste su certe attività”.

L’altra questione riguarda la mancanza di alcuni poteri, come quello di ispezionare le sedi dei servizi segreti, un potere che hanno gli organismi in Olanda e Norvegia, o quello che ha la commissione parlamentare tedesca di autorizzare o meno le attività di sorveglianza. “In Italia non c’è una autorizzazione anteriore, ma vengono informati entro 30 giorni e poi possono valutarne la legalità” dice Muiznieks.

Il commissario sottolinea però che non esiste una soluzione unica, ma che il rapporto mostra che alcune misure sono più efficaci di altre. Il commissario ritiene inoltre che “anche i sistemi più forti, come quello olandese e norvegese hanno bisogno di essere ulteriormente rafforzati” dato che i poteri dei servizi segreti stanno aumentando.