Jeremy Corbyn collaborava con spie sovietiche durante la Guerra Fredda? Bufera sul leader Labour

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2018 7:39 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2018 21:00
Jeremy Corbyn collaborava con spie comuniste durante la Guerra Fredda? Bufera sul leader Labour

Jeremy Corbyn collaborava con spie comuniste durante la Guerra Fredda? Bufera sul leader Labour

LONDRA – Durante la Guerra Fredda, Jeremy Corbyn, leader del partito Laburista, avrebbe incontrato una spia sovietica ceca informandola sull’attività dell’intelligence britannica, secondo quanto emerso da alcuni documenti segreti. Il leader laburista avrebbe incontrato l’agente ceco almeno tre volte, dopo essere stato controllato da referenti comunisti nel 1986, come rivelano i giornali. Due incontri avrebbero avuto luogo nel cuore della democrazia britannica, l’House of Commons, la camera dei Comuni. E nella documentazione relativa all’incontro un agente di spionaggio aveva annotato che Corbyn “talvolta era esplosivo”, scrive il Daily Mail.

Un portavoce del partito laburista ha negato che il leader abbia incontrato una spia e insistito che manteneva dei contatti con un diplomatico. Corbyn avrebbe fornito alle spie materiale sull’arresto di un tedesco dell’est, secondo i documenti trapelati a The Sun. Il leader laburista aveva persino un codice di tre lettere: COB. I documenti riassumevano la visione politica di Corbyn nel 1986, verso la fine della Guerra Fredda. Dicevano: “Negativo nei confronti degli Usa, così come l’attuale politica del governo conservatore” e indicavano che fosse “positivo” nei confronti del blocco sovietico e “sostenere l’iniziativa di pace sovietica”. Corbyn era “ben informato” di agenti in contatto con “agenzie anti-comuniste”, scrive il tabloid britannico.

Il leader laburista era la 326ma fonte codificata elencata nei documenti relativi all’Operazione Obrana, difesa in ceco. I documenti, trovati negli archivi della polizia segreta ceca a Praga, indicano che il leader laburista è stato avvicinato nel 1986 dagli attivisti Tony Gilbert e Sandra Hodgson del movimento di liberazione di estrema sinistra. Insieme all’agente ceco, il tenente Jan Dymic, si incontrarono in seguito nell’House of Commons e un successivo incontro sempre nello stesso luogo, servì a “rafforzare la reciproca conoscenza e l’approfondimento della fiducia”. I referenti comunisti annotarono nel documento i tratti caratteriali di Corbyn ed è probabile siano stati visti dal presidente russo Vladimir Putin, all’epoca una figura di spicco del KGB.

L’autore del report scriveva: “Possiede cani e pesci. Il comportamento è riservato e cortese, tuttavia, a volte esplosivo (quando si parla in difesa dei diritti umani)”. La Cecoslovacchia, all’epoca uno stato fantoccio dell’Urss del presidente Gorbaciov, faceva affidamento su una forza di polizia segreta, Statni Bezpecnost. Anthony Glees, esperto in studi di sicurezza e di intelligence, ha detto dei documenti: “Mostrano che Jeremy Corbyn era stato preso di mira dai servizi segreti cechi. Sostiene non lo sapesse ma così mostra un’incredibile ingenuità per una persona che vuole essere a capo del governo britannico”. Ha aggiunto: “All’epoca i dissidenti erano sotto attacco e venivano imprigionati in Cecoslovacchia. Nella lotta tra i dissidenti che stavano cercando di rovesciare il governo comunista e il governo ceco, Corbyn stava lavorando dalla parte di quest’ultimo”. “I cechi erano interessati agli anticomunisti e stavano usando Corbyn per ottenere informazioni operative immediate utili”.

Un portavoce di Corbyn ha dichiarato: “L’affermazione che fosse un agente o un informatore è totalmente infondata. Come altri parlamentari, Jeremy ha incontrato diplomatici di molti paesi. Negli anni ’80 incontrò un diplomatico ceco, che non si chiamava Jan Dymic, per una tazza di tè all’House of Commons. Jeremy non dette alcuna informazione riservata a lui né ad altri diplomatici”. Il tory Malcom Rifkind, ex presidente del comitato per l’intelligence e la sicurezza, ha dichiarato: “Se questi documenti sono autentici, come sembrano, allora è il caso che Corbyn ne risponda”.

Rifkind ha aggiunto: “Come membro del Parlamento, se avesse avuto il sospetto che fosse un agente dei servizi segreti di un paese comunista, avrebbe dovuto riferire queste riunioni al Ministero degli Interni. Non farlo, sarebbe stato poco saggio”.