Kate la sicura e Diana la goffa: due caratteri opposti, come i loro abiti da sposa

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 29 Aprile 2011 15:27 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2011 18:16

Kate Middleton

LONDRA – A guardarla uscire dalla Rolls Royce sembra un deja-vu: impossibile non notare quanto l’abito da sposa scelto da Kate Middleton somigli a quello che fu di Grace Kelly. Un abito da principessa degli anni Duemila, ma allo stesso tempo molto molto lontano da quello ampio, barocco e sognante di Lady Diana.

Kate e Diana, un confronto asfissiante per la Middleton, che la insegue da sempre e che non poteva evitare nel giorno nelle nozze. Kate, preparando l’evento, deve essersi chiesta: com’è il perfetto abito di una principessa? E “Little miss Perfect” (come si dice sia stata soprannominata da Zara Philips, cugina del principe William) ha reinterpretato con gusto la ricetta che qualunque manuale della sposa perfetta darebbe per vincente: quello indossato da Grace Kelly per sposare Ranieri di Monaco nel 1956.

Un classico insomma, ma non banale e reso attuale da chi l’ha confezionato: Sarah Burton, designer di Alexander McQueen, marchio noto per la sapienza con cui costruisce le sue creazioni. Stretto in vita, con maniche in pizzo e gonna ampia, uno strascico di 3 metri ma non troppo ingombrante: non solo contraddice le previsioni che volevano una Kate sposa dalla linea più minimalista, ma è l’incarnazione del sogno principesco asciugato però da inutili fronzoli. E’ l’abito sognante di una donna matura, insomma, come Kate ha dimostrato di essere.

Lady Diana

Non è la proiezione dei sogni di una ragazza giovane e ancora acerba, come invece fu quello di Diana. Pomposo, gonfio, pieno di fiocchi, balze e maniche a sbuffo. Con uno strascico infinito. Impossibile non sentirsi ingessata in un abito del genere, soprattutto Diana che , a differenza di Kate, non è mai stata una donna sicura di sé. E il confronto premia Kate: anche con un abito sognante e sontuoso alla fine è rimasta se stessa: sicura, sorridente e perfettamente a suo agio nel suo nuovo ruolo. Promossa a pieni voti anche dalla temibile regina Elisabetta che, fuori dalla chiesa, avrebbe detto: “Una giornata strabiliante”.

E ora, a cerimonia finita, si può azzardare un bilancio. Vista da vicino Kate dà l’impressione che non sia affatto un’anima fragile che sopporta a stento l’etichetta di corte. Anzi, sembra nata per fare la principessa a differenza di Lady D che nonostante avesse davvero sangue blu era l’immagine della timidezza.

Con questi presupposti (e con l’appoggio di Elisabetta e di un marito davvero innamorato), Kate ora può sperare di non essere la nuova Diana: amatissima, ma pur sempre una “principessa triste”.