Kosovo-Macedonia. Ministro Rexhepi: “Non siamo esportatori di armi”

Pubblicato il 14 maggio 2010 22:21 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2010 22:36

Bajram Rexhepi

Il ministro dell’interno del Kosovo Bajram Rexhepi, ha detto venerdì che il suo paese non deve essere visto come un centro di esportazione di armi e di criminalità. “Non voglio che il Kosovo venga visto come un paese esportatore di armi, ma al contrario come un paese dove i criminali non sono i benvenuti”, ha detto Rexhepi venerdì a Skopje dove ha incontrato la collega macedone Gordana Jankulovska.

L’incontro è avvenuto a poche ore dalla scoperta nel nordovest della Macedonia, non lontano dal confine con il Kosovo, di una nuova partita di armi e munizioni illegali, con l’arresto di tre persone. Pochi giorni fa alla frontiera fra i due paesi quattro persone sono rimaste uccise in uno scontro a fuoco con la polizia macedone che aveva trovato un carico clandestino di armi a bordo del mezzo sul quale viaggiavano. Tutte e quattro le vittime erano di etnia albanese, uno di loro cittadino kosovaro.

Il ministro dell’Interno macedone ha consegnato al collega kosovaro un elenco di persone per le quali è stato emesso mandato di cattura internazionale, e che la polizia macedone ritiene che facciano contrabbando di armi nascondendosi in Kosovo. Secondo Rexhepi, le armi sequestrate negli ultimi tempi al confine fra Kosovo e Macedonia potrebbero provenire dai vari paesi della regione, in particolare Macedonia, Serbia e Montenegro.

Jankulovska da parte sua ha assicurato che la situazione è sotto controllo e che la sicurezza della Macedonia non in pericolo. L’ultima scoperta di armi clandestine è avvenuta la notte scorsa vicino a Tetovo, città a maggioranza di popolazione di etnia albanese, ed ha portato all’arresto di tre persone.